CORONAVIRUS. GIACOMONI: FI CON I MEDICI DA 2 MESI IN GUERRA SENZA ARMI.

(DIRE) Roma, 5 apr. – “Ormai i contagiati, tra medici e personale sanitario, hanno superato gli 11.000 e ad oggi, purtroppo, sono morti 85 medici e 25 infermieri. E’ assurdo che, dopo piu’ di 2 mesi dalla dichiarazione dello stato di emergenza, non ci siano ancora dispositivi di protezione a sufficienza per i medici e gli operatori in prima linea negli ospedali, nelle farmacie, nei quartieri delle nostre citta’. E’ assurdo – come e’ stato confessato dallo stesso Commissario straordinario per l’emergenza – che la burocrazia blocchi il materiale sanitario. Siamo in guerra contro un nemico invisibile. Bisognerebbe avere il coraggio di abbattere tutti quegli ostacoli di carattere burocratico e organizzativo che rallentano la fornitura di munizioni ai nostri soldati per la vita”. Lo scrive su Facebook Sestino Giacomoni, deputato e membro del coordinamento di presidenza di Forza Italia. “Forza Italia, come detto sin dall’inizio, e’ disponibile alla massima collaborazione nella gestione dell’emergenza, ma finche’ il governo continuera’ a fare di testa sua sara’ difficile dare una mano”, scrive Giacomoni. “La speranza e’ che il virus che sta spingendo tutti verso la tecnologia (smart working, scuola on-line, e-commerce), ci aiuti almeno a sconfiggere la burocrazia. Non e’ tollerabile che le aziende italiane abbiamo prodotto 4 milioni di mascherine che non possono essere distribuite perche’ l’Istituto superiore di sanita’ non da’ un nulla osta che dovrebbe essere rilasciato entro tre giorni- prosegue- Non e’ tollerabile che gli operatori sanitari venuti a contatto con pazienti poi scoperti positivi al virus debbano continuare a lavorare se non presentano sintomi, senza essere sottoposti a tamponi, rischiando di diventare gli untori dei colleghi, dei pazienti e dei familiari. Anche queste sono le battaglie che Forza Italia sta facendo in Parlamento per cercare di migliorare il testo del decreto che al momento non ‘cura l’Italia’, ma anzi rischia di mandarla al macello”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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