Coronavirus, Federlab: “Laboratori privati a disposizione per tamponi e test sierologici”.

di Carlotta Di Santo.

“Pubblici in difficoltà. per fase 2 indispensabile sapere chi ha anticorpi”.

“Ci troviamo in una situazione sanitaria di estrema difficolta a livello nazionale, che puo’ essere risolta solamente attraverso una collaborazione tra strutture pubbliche e private. Come Federlab Italia riteniamo che tutti i laboratori privati che abbiano i requisiti, vista la scarsa produttivita’ di quelli pubblici, debbano poter fare tamponi e test. Questo per avere una valutazione epidemiologica molto piu’ precisa rispetto a quella che c’e’ in questo momento”. Lo ha detto all’agenzia Dire Gennaro Lamberti, presidente di Federlab Italia, associazione di categoria fra le piu’ rappresentative a livello nazionale del comparto della laboratoristica e dei centri poliambulatoriali privati accreditati con il Servizio sanitario nazionale. L’associazione riunisce circa 2.000 laboratori in tutta Italia.

“PRIVATI E PUBBLICO HANNO GLI STESSI REQUISITI”

“Le strutture private accreditate fanno parte integrante del sistema sanitario pubblico- ha proseguito Lamberti- eppure ho l’impressione che molto spesso questo venga dimenticato. I privati hanno gli stessi requisiti che devono avere le strutture a gestione pubblica diretta, quindi non capisco quale sarebbe il problema, soprattutto in una fase di emergenza del genere, di reclutare tutti quelli che sono in grado di svolgere prestazioni (come tamponi e test sierologici). Poi si potra’ discutere se queste prestazioni dovranno essere pagate dallo Stato o da altri, ma e’ inutile pensare che si possa fare a meno di strutture private, perche’ tutte hanno una qualifica e un bagaglio tale per poterlo fare. Eppure qualcuno fa ancora delle distinzioni di lana caprina tra pubblico e privato…”.

LA MANCANZA DI REAGENTI

Le strutture private accreditate, ha fatto sapere il presidente di Federlab Italia, si mettono “gratuitamente a disposizione per svolgere questo tipo di attivita’. Devono semplicemente fornirci i reagenti, che devono essere acquistati dal pubblico, ovviamente sotto il coordinamento di una struttura pubblica che determinera’ i protocolli necessari. Ma e’ indispensabile che si comprenda che il privato non e’ antitetico al pubblico, ma sinergico al pubblico”.

Ad oggi soltanto alcune Regioni, tra cui, fa sapere Lamberti la Liguria, il Veneto, la Toscana e la Campania”, hanno dato l’ok ai laboratori privati per fare tamponi e test. Ma sono “pochissime le persone che si sono rivolte ai centri privati per sottoporsi ad una tampone, anche perche la maggior parte dei laboratori ha un drammatico problema di scarsita’ di reagenti, ma questo vale per tutti, e non si sa dove andare a recuperarli in questo momento. È molto difficile anche andare ad approvvigionarsi dei kit per i tamponi, perche’ in tutto il mondo stanno facendo incetta di questi reagenti. Insomma, sono pochissimi gli italiani che si sono rivolti ad un centro privato per fare i tamponi – ha sottolineato ancora Lamberti- ma sono moltissimi quelli che pagherebbero volentieri per poter riuscire ad ottenerli. Ma purtroppo non c’e’ la possibilita’ di farglielo fare, perche’ le strutture pubbliche sono oberate di lavoro, mentre quelle private, in gran parte dei casi, sono inibite a poterlo fare”.

I TEST SIEROLOGICI

Secondo Lamberti, una volta che l’Istituto superiore di sanita’ avra’ validato i test sierologici (probabilmente a giorni), questi “andranno fatti su tutti i 60 milioni di italiani, per capire chi effettivamente e’ entrato o meno in contatto con il virus e se ha sviluppato gli anticorpi”. “Solo cosi’- ha detto il presidente di Federlab – sara’ possibile proteggere al meglio le persone che non hanno ancora sviluppato questi anticorpi, in attesa che arrivi il vaccino. Ma intanto bisogna far ripartire il Paese con quelle persone che possono tornare a lavoro, senza rappresentare un rischio soprattutto per gli altri”.

L’Iss, una volta validato il test sierologico, intende fare “un’indagine epidemiologica almeno su 100.000 persone- ha proseguito Lamberti- Con uno studio di sieroprevalenza si potra’ infatti capire in quanti effettivamente siano entrati in contatto con il virus. E per entrare nella fase 2 sara’ indispensabile che ciascuno di noi si sottoponga alla determinazione degli anticorpi, almeno in due periodi diversi, a distanza di circa 10 giorni. Solo cosi’ potremo capire chi di noi sara’ diventato immune al virus e quindi potra’ riprendere la normale attivita’ lavorativa perche’ non e’ infettante e infettabile, avendo gia’ sviluppato un’immunita’ rispetto al virus”.

Secondo il presidente di Federlab Italia sara’ poi “indispensabile combinare il test del tampone, che va a valutare da un punto di vista della ricerca di biologia molecolare la presenza del virus all’interno dell’organismo, al test sierologico, che serve invece a rilevare a chi, dopo aver contratto il virus ed essere guarito, ha sviluppato gli anticorpi che gli consentiranno di non ammalarsi di nuovo”.

I COSTI DI TAMPONI E TEST SIEROLOGICI

Interpellato infine sui costi di tamponi e test sierologici, Lamberti ha cosi’ risposto: “Al momento alcuni test sierologici possono essere acquistati in farmacia a 25 euro, mentre le Regioni che li hanno acquistati in milioni di esemplari lo hanno fatto a circa 8/10 euro ciascuno. So che molti laboratori privati vendono al pubblico i test a circa 50/60 euro, che francamente mi sembra una cifra eccessiva rispetto a quello che e’ il costo di acquisto reale. Quanto ai tamponi, in Toscana li vendono circa a 100 euro”, ha concluso.

Agenzia DIRE  www.dire.it
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