CORONAVIRUS E CASSA INTEGRAZIONE, PAGATI SOLO 50000 BENEFICIARI. LA DENUNCIA DEL SINLAI: “LAVORATORI ABBANDONATI”.

Lo scenario dell’economia italiana in tempi di Coronavirus è ormai impietoso. La cosiddetta fase due, più che una ripartenza, sta assumendo i contorni di un inesorabile collasso del sistema produttivo.
D’altra parte, le misure messe in campo dal governo sono insufficienti a fare fronte all’emergenza e, come se non bastasse, gli strumenti approntati sono del tutto inefficaci o addirittura stentano a partire.
È il caso della cassa integrazione in deroga, disposta appositamente per tutte le aziende, senza distinzione di dimensioni e fatturato, che sta facendo registrare tempi di erogazione biblici.
“Purtroppo, come previsto, la cig in  deroga stenta ad arrivare – è quanto denuncia Giustino D’Uva, dirigente nazionale del SINLAI – le richieste sono state lavorate con enorme ritardo, con la conseguenza che, a distanza di ormai due mesi dall’inizio della quarantena, sono solo poco più di 50000 i dipendenti che ne hanno usufruito. Tutto ciò è inaccettabile, poiché lo stato, dopo aver costretto le attività produttive a fermarsi, ha di fatto abbandonato i lavoratori, privandoli della garanzia di una pur parziale continuità reddituale. Di questo passo milioni di famiglie saranno presto allo stremo”.
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