CORONAVIRUS. BALNEARI LAZIO IN ATTESA DI REGOLE, A FREGENE STABILIMENTI FANTASMA.

(DIRE) Roma, 8 mag. – Un mare deserto, un’attesa snervante.
All’indomani dell’incontro tra la Regione Lazio e i gestori degli stabilimenti balneari per decidere le linee guida utili all’apertura della stagione estiva, sulle spiagge di Fregene regnano il silenzio e l’incertezza. Al Villaggio dei pescatori, in tempi diversi, un venerdi’ di sole come quello di oggi sarebbe stato gia’ all’insegna di costumi e pranzi in spiaggia. Questa mattina invece, in alcuni degli stabilimenti piu’ noti della litorale romano regna la calma piatta. Spiagge vuote, come da provvedimento, ma anche negli stabilimenti nulla si muove.
Qualcuno ha iniziato a fare le pulizie generali, mancano solo gli ombrelloni e i lettini. A ‘La Baia’ e’ tutto pronto o quasi. “La situazione al momento e’ ferma”, conferma Benny, uno dei gestori.
“Sappiamo che quando apriremo dovremmo far rispettare la distanza di sicurezza utilizzando tutti i dispositivi di protezione individuale, mascherine e guanti. Sappiamo anche che dobbiamo sanificare tutto e ripetere la sanificazione durante il servizio, sia per i lettini che per i tavoli, dopodiche’ brancoliamo nel buio. Non abbiamo nulla di scritto e stiamo aspettando che qualcuno ci dica come ci dobbiamo comportare”, sottolinea. “Anche perche’ la stagione va avanti e il primo giugno e’ arrivato.
Dobbiamo sapere se dobbiamo acquistare qualcosa come ad esempio degli ionizzatori o dei sanificatori adatti, che non inquinano, visto che dobbiamo utilizzarli anche sulla spiaggia”. Piu’ passa il tempo e piu’ le prospettive sono nere, dice Benny: “Vogliamo sapere diverse cose perche’ siamo in ritardo.
Anche perche’ ne abbiamo sentite tante: il distanziamento tra ombrelloni tra i 5 e i 10 metri, o come l’idea assurda del plexiglas tra lettini. Qui di solito entrano tra i 40 e i 50 ombrelloni,- spiega- quest’anno potremmo arrivare a metterne forse 20 o 30. La stagione ormai e’ andata, inizia a giugno con molti meno clienti, cerchiamo solo di recuperare qualcosa”.
Ancora piu’ pessimista la signora Franca, che gestisce un piccolo alimentari a ridosso della spiaggia libera e di altri grandi stabilimenti cult dell’estate romana come il Singita.
“Questa e’ una stagione persa”, racconta mentre spazza il piazzale vuoto davanti alla sua attivita’ che vende panini e bevande ai frequentatori dell’arenile. “Siamo in inverno.
Abbiamo perso mesi di lavoro. L’ultima volta che abbiamo lavorato e’ stato il 9 marzo, poi e’ arrivato giustamente il lockdown.
Adesso regna pero’ regna ancora la desolazione, sembra gennaio.
Un mare deserto. Qui davanti a noi abbiamo un tratto di spiaggia libera enorme e non sappiamo le regole che verranno imposte, ma immaginiamo che saranno molto dure”.
Regole certe potrebbero arrivare non prima della prossima settimana quando, secondo quanto riferito dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Paolo Orneli, che incontrera’ operatori e Comuni del litorale per un secondo passaggio sulle regole di fruizione delle spiagge in concessione e di quelle libere. Intanto il mare di Roma resta vuoto.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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