CORONAVIRUS. ANELLI (FNOMCEO): PERIODO DRAMMATICO ANCHE PER PAZIENTI NON COVID.

“C’È STATO ABBANDONO TERAPIE, COLPITI SOPRATTUTTO I PIÙ POVERI” (DIRE) Roma, 19 ago. – “Il periodo Covid e’ stato drammatico non solo per i malati da Coronavirus ma anche per quelli che ordinariamente si rivolgevano al Servizio sanitario nazionale. I dati presentati oggi evidenziano come ci sia stato un abbandono delle cure, un rallentamento e una riduzione dell’assistenza di tutti i soggetti non Covid, che pero’ avevano bisogno di cure”. Lo ha detto Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), intervenendo alla tavola rotonda dal titolo ‘Tempo di ripartire e tornare a curarsi: la salute non puo’ aspettare’, coordinata da DOC Generici, che si e’ svolta oggi nell’ambito del 41esimo Meeting di Rimini, in programma al Palacongressi della Fiera fino al 23 agosto. “Questo ha determinato anche un aumento delle diseguaglianze- ha proseguito Anelli- perche’ ovviamente le persone piu’ povere sono state le piu’ colpite, creando un vero e proprio problema di salute pubblica oltre che di accentuazione di quelle differenze che gia’ prima del Covid esistevano ed erano oggetto di una grande discussione soprattutto nel mondo medico. Noi da sempre, infatti, consideriamo l’uguaglianza delle cure una delle questioni strategiche della professione. Tutti abbiamo diritto alla tutela della salute”. Durante l’emergenza sanitaria, ha aggiunto il presidente della Fnomceo, gli ospedali “non sono riusciti ad essere flessibili e ad avere un personale in grado di seguire tutti i malati, non solo quelli Covid, lasciando fuori moltissime persone che avevano bisogno di altre cure”. Il Servizio sanitario nazionale era infatti orientato “esclusivamente alla dimensione economica, in un’ottica di contenimento dei costi- ha spiegato Anelli- e questo ha prodotto nel tempo una riduzione del personale e dei posti letto. Ma nel giro di un anno, da quando e’ arrivato il ministro Speranza, c’e’ stato un impegno a favore di risorse del Servizio sanitario nazionale che non si era mai visto prima. Abbiamo assistito ad un cambio di strategia che secondo noi e’ fondamentale, prendiamo solo come esempio il numero dei posti per le scuole di specializzazione: due anni fa erano 6mila, l’anno scorso 8mila, quest’anno ‘grazie’ al Covid siamo a 14.200. Insomma ci si e’ resi conto che mancavano risorse, personale e medici specialisti”.

In merito ai farmaci, infine, ci sono “dati impressionanti che mostrano un abbandono delle terapie. Alcuni farmaci- ha aggiunto ancora Anelli nel corso dell’evento- prima dell’emergenza erano sottoposti a piano terapeutico, ma ‘improvvisamente’ durante il periodo Covid il rinnovo dei piani terapeutici e’ sparito, consentendo ai medici di famiglia e ai pediatri di poter prescrivere farmaci anche in assenza di un rinnovo di un piano terapeutico”. E questo, secondo il presidente della Fnomceo, pone una questione di fondo: “L’aderenza all’appropriatezza prescrittiva del farmaco e’ legata ad un processo burocratico che di fatto ha complicato il sistema. Tale burocratizzazione nel periodo Covid e’ diventata un ostacolo alle cure tanto, che il governo ha deciso di eliminarla. Abbiamo bisogno di un processo di semplificazione che riproponga in maniera ancora piu’ forte il concetto secondo cui, ad essere fondamentali- ha concluso- sono le competenze e le abilita’ del medico, non la burocrazia che c’e’ dietro”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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