Cori: IO CHE CONOSCO IL TUO CUORE, sabato la presentazione del libro di Adelmo Cervi.

“Lotta contro la guerra, patriottismo concreto, nuovo slancio di cultura, fratellanza internazionale, inventiva nell’azione, coraggio, amore della famiglia e della terra, tutto questo fu nei Cervi”. Così Italo Calvino parlava di Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore, i figli di Alcide Cervi, fucilati dai fascisti a Reggio Emilia.

In occasione della “Giornata della memoria” (27 gennaio) e della ricorrenza del bombardamento su Cori (30 gennaio), a 75 anni dalla Liberazione e a 50 dalla morte di Alcide Cervi, sabato 1 febbraio 2020 alle ore 18.00 il teatro comunale ‘Luigi Pistilli’ di Cori ospita la presentazione del libro Io che conosco il tuo cuore’ alla presenza dell’autore Adelmo Cervi.

Adelmo Cervi è figlio di Verina Castagnetti e Aldo, terzogenito dei sette fratelli Cervi, fucilati dai fascisti al poligono di tiro di Reggio Emilia il 28 dicembre del 1943. Adelmo aveva appena compiuto quattro mesi. Suo nonno Alcide ha pubblicato nel 1955 “I miei sette figli”, a cura di Renato Nicolai, un classico della Resistenza tradotto in moltissime lingue.

IL LIBRO: un ex-ragazzo di oggi, figlio di un padre strappato alla vita, racconta quel padre, Aldo, partigiano con i suoi sei fratelli nella banda Cervi, per rivendicare la sua storia e, al tempo stesso, per rivendicare di essere figlio di un uomo, non di un mito pietrificato dal tempo e dalle ideologie. Una vicenda straordinaria racchiusa tra due fotografie. La prima, degli anni Trenta: una grande famiglia riunita, contadini della pianura, sette fratelli, tutti con il vestito buono, insieme alle sorelle e ai genitori. La seconda, due anni dopo la fucilazione dei sette fratelli: solo vedove e bambini, indifesi di fronte alle durezze del periodo, alla miseria, ai debiti, anche alle maldicenze. Adelmo è seduto sulle ginocchia del nonno, in faccia l’espressione di chi è sopravvissuto a una tempesta. O a un naufragio.

C’è tutto un mondo da raccontare in mezzo a quelle due foto, con la voce di un bambino che ha imparato a cullarsi da solo, perché suo padre è morto troppo presto e sua madre ora è china sui campi.

All’incontro interverranno Mauro De Lillis, sindaco di Cori; Paolo Fantini, assessore alla Cultura; Elisa Trifelli:30 gennaio 1944: le bombe cadono su Cori“; Hardeep Kaur (CGIL): “La resistenza al caporalato: la ribellione dei Sikh nell’Agro Pontino“.

Sarà presente all’appuntamento anche Rete Kurdistan Italia, con cui si parlerà della resistenza del popolo curdo, con particolare riferimento alle vicissitudini degli ultimi anni: l’ISIS e la Turchia.

L’evento è organizzato dall’associazione ‘Oltreconfine’ – con il patrocinio di Comune di Cori, Compagnia Dei Lepini, Regione Lazio – e rientra nella rassegna “Ricordati di non dimenticare”, frutto del lavoro congiunto delle seguenti realtà: Associazione Solidarietà e Sviluppo, Oltreconfine, Sintagma e Centro Studi Semata.

Alessandra Tabolacci
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