CONSUMI. COLDIRETTI: ALL’ESTERO TAROCCHI DUE PIATTI SU TRE

NEL 2019 E’ RECORD EXPORT MADE IN ITALY A TAVOLA (DIRE) Roma, 17 nov.Mai cosi’ tanto cibo e vino italiano sono stati consumati sulle tavole mondiali con il record storico per le esportazioni agroalimentari Made in Italy che nel 2019 hanno raggiunto il valore di 28,6 miliardi di euro con un aumento del 4%. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi otto mesi dell’anno diffusa in occasione della Settimana della cucina italiana nel mondo 2019, in programma dal 18 al 24 novembre. Quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentari – sottolinea la Coldiretti – interessano i Paesi dell’Unione Europea dove il principale partner e’ la Germania mentre fuori dai confini comunitari continuano ad essere gli Stati Uniti il mercato di riferimento dell’italian food nonostante i dazi voluti dal presidente Donald Trump. L’andamento sui mercati internazionali potrebbe pero’ ulteriormente migliorare – sottolinea la Coldiretti – con una piu’ efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale che fattura oltre 100 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, localita’, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realta’ nazionale. Un esempio sono proprio i ristoranti italiani all’estero dove sono serviti ingredienti Made in Italy taroccati in quasi due piatti su tre – denuncia Coldiretti – e ad essere portate in tavola sono le piu’ bizzarre versioni delle ricette tradizionali, come l’abitudine belga di usare la panna al posto del pecorino nella carbonara, quella tedesca di impiegare l’olio di semi nella cotoletta alla milanese, quella olandese di non usare il mascarpone nel tiramisu’, fino agli inglesi che vanno pazzi per gli spaghetti alla bolognese che sono del tutto sconosciuti nella citta’ emiliana mentre gli americani utilizzano il parmesan al posto di Parmigiano Reggiano e Grana Padano. Ma tra le specialita’ piu’ “tradite” ci sono anche – continua la Coldiretti – la tipica caprese servita con formaggio industriale al posto della mozzarella di bufala o del fiordilatte, mentre non mancano i casi di pasta al pesto proposta con mandorle, noci o pistacchi al posto dei pinoli. Per non parlare poi della pizza che viene offerta nelle versioni piu’ inimmaginabili, da quella hawaiana con l’ananas a quella di pollo.

Proprio per identificare i veri ristoranti italiani e proteggerli dai fake e dall’utilizzo di prodotti tricolori tarocchi arriva la prima carta d’identita’ ideata da Coldiretti e Asacert, azienda di certificazione e ispezione con esperienza pluriennale e accreditamenti internazionali. Grazie a un apposito protocollo basato sulla rispondenza dei fornitori, dei menu’ e della carta dei vini, sara’ infatti possibile identificare i ristoranti – precisa Coldiretti – che sono davvero italiani e non solo di nome e di “facciata”, ovvero sul piano delle materie prime, dello staff e soprattutto della tradizione culinaria e della proposta enogastronomica. La certificazione “ITA 0039 | 100% ItalianTaste” e’ nata, infatti, dalla necessita’ di difendere, promuovere e valorizzare il patrimonio agroalimentare italiano, non solo a livello di prodotto ma anche sul piano della distribuzione enogastronomica. “La mancanza di chiarezza sulle ricette Made in Italy offre terreno fertile alla proliferazione di prodotti alimentari taroccati all’estero dove le esportazioni di prodotti agroalimentari tricolori potrebbero triplicare se venisse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale che e’ causa di danni economici, ma anche di immagine.” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Ecco gli sfregi al made in Italy nel piatto: SPAGHETTI ALLA BOLOGNESE Spaghetti conditi con sugo di pomodoro e polpettine che non esistono nella realta’ gastronomica emiliana COSTOLETTA ALLA MILANESE Carne di pollo o maiale fritta nell’olio di semi al posto della carne di vitello cotta nel burro PASTA ALLA CARBONARA Prosciutto cotto al posto del guanciale e formaggio grattugiato al posto del pecorino romano. Spesso viene utilizzata la panna PASTA AL PESTO Mandorle, noci o pistacchi al posto dei pinoli e formaggio comune al posto del parmigiano reggiano e pecorino CAPRESE Formaggio industriale al posto della mozzarella di bufala o del fiordilatte PASTA ALLA NORMA Formaggio grattugiato al posto della ricotta salata TIRAMISU’ Panna al posto del mascarpone.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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