COMMERCIO. CNA ROMA: DPI CARISSIMI, SOSTENERE PARRUCCHIERI E ESTETISTI.

(DIRE) Roma, 3 giu. – “Acconciatori, estetiste e tatuatori hanno ripreso le attivita’ in sicurezza, riportando un servizio tanto atteso dai cittadini. Tuttavia, oggi il settore si trova ad affrontare nuove criticita’, in particolare per i dispositivi di sicurezza da utilizzare. C’e’ stato un forte aumento dei costi per i dispositivi di protezione individuale. Se i kimono monouso prima del lockdown costavano 40 centesimi ciascuno, ora il prezzo e’ salito a 3 euro ad unita’ per un ordine minimo di 500 pezzi. I guanti prima della quarantena erano sul mercato a 6 euro una scatola da 100 pezzi, mentre ora costano fino a 20 euro. Per non parlare delle mascherine, che sono anche difficilmente reperibili”. Lo dice Maurizio Polidori, portavoce Cna Benessere Roma. “Purtroppo e’ una situazione che rischia di danneggiare ulteriormente i tanti operatori del settore, sia per la difficolta’ nel trovare i materiali richiesti sia per i costi eccessivi che complicano la gestione dei flussi di cassa nelle imprese. Per lavorare in sicurezza, bisogna necessariamente considerare che sono diminuiti i clienti giornalieri. Questo aspetto significa ricavi ridotti del 30%. In questa fase in cui si attendono immediati interventi sull’accesso al credito e sulla cassa integrazione, e’ di fondamentale importanza agevolare la vera ripartenza delle imprese. Altrimenti si perderanno posti di lavoro e si incoraggeranno fenomeni sempre piu’ diffusi come l’abusivismo, che oggi piu’ che mai meriterebbe maggiori controlli onde evitare di favorire una concorrenza sleale inaccettabile. Si sta facendo il possibile per salvaguardare il lavoro, ma e’ davvero complicato sostenere costi che rischiano di azzerare i nostri margini. Si vuole evitare di aumentare i prezzi ai clienti perche’ comprendiamo che la situazione e’ difficile per tutti, ma in certe situazioni non abbiamo scelta. Chiediamo maggiore responsabilita’ da parte di tutti, per evitare di perdere clienti e posti di lavoro”, conclude Maurizio Polidori. 

Agenzia DiRE  www.dire.it

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