Anagni: Come gestire male una situazione complicata.

Ecco siamo all’epilogo di una vicenda quanto mai grottesca. Il 15 novembre è passato e chi, tra gli abitanti di san Bartolomeo, non ha fatto il contratto con Acea corre il rischio di dover pagare gli arretrati. Arretrati quantificati dal Sindaco in circa 5000 euro a utenza (durante la riunione con i cittadini tenutasi al Villaggio). Ma come siamo arrivati a questo? Lo scorso anno (ottobre 2018) il comune di Anagni, dopo la demanializzazione del quartiere San Bartolomeo, firmò un accordo con il gestore idrico Acea. In questo accordo c’erano delle prescrizioni da rispettare ma il nostro Sindaco non fece la sua parte. Passarono dei mesi e dopo solleciti da parte di Acea, la stessa arrivò a minacciare i nostri concittadini di sospendere l’erogazione dell’acqua se non avessero regolarizzato la propria posizione (fine settembre 2019), addirittura una lettera del prefetto e una della STO sollecitavano il nostro primo cittadino ad adempiere a quanto scritto nel famoso accordo del 2018. Dopo lo scalpore del comunicato di Acea il nostro Sindaco si è svegliato dal torpore e il 7 ottobre, travolto dagli eventi, ha incontrato i vertici di Acea per mettere le pezze a qualcosa che ormai sembrava fuori controllo. Bene! L’accordo trovato era praticamente uguale all’accordo dell’anno prima se non per il fatto che Acea avrebbe aspettato fino al 15 novembre per dare la possibilità di fare i contratti, senza richiedere gli arretrati. Come perdere un anno e rimanere al punto di partenza, un po’ come i criceti nella ruota, corri corri ma rimani sempre lì. Finalmente il 12 ottobre scorso, forte di un accordo nuovo ma praticamente vecchio di un anno, il Sindaco finalmente ha incontrato i cittadini di San Bartolomeo. Spiegando che dopo una scelta ponderata, anche grazie a consigli di amici residenti nel quartiere (ci ha pensato per un anno!) la sua azione era giusta e a tutela dei cittadini. Da lì a qualche giorno avrebbe dato uno spazio all’OTUC per fare i contratti e che probabilmente il 15 novembre non sarebbe stata una data perentoria. Vogliamo dire che in circa un mese si sarebbero dovute regolarizzare circa 400 utenze, una corsa contro il tempo che poteva anche riuscire se non fosse che lo sportello è stato aperto solo il 29 ottobre e neppure aperto tutti i giorni, considerando anche il ponte dei morti. Di solito un Sindaco dovrebbe facilitare la vita dei propri cittadini invece, per quanto riguarda la vicenda Acea- San Bartolomeo, il nostro primo cittadino ha messo con le spalle al muro gli abitanti di quel quartiere fornendo male, in maniera estremamente frammentata ed in grave ritardo le informazioni da far arrivare ai cittadini. Gestendo male il tempo ossia perdendo un anno, sottovalutando le richieste di Acea, ignorando addirittura un accordo firmato tra il comune di Anagni ed il gestore, non curandosi dei solleciti del Prefetto e della STO.Per capire come stanno veramente le cose chiediamo:  esiste un verbale della riunione del 7 ottobre? Ed ora che cosa succederà? Il cerino a chi è rimasto in mano? Questa la considerazione che ha un Sindaco per un quartiere della propria città? Noi riteniamo che buona politica significhi prima di tutto sostegno e supporto ai propri concittadini, aiutandoli concretamente nell’affrontare situazioni come questa, fornendo loro informazioni, chiarendo diritti e doveri di ognuno e lavorando nella massima trasparenza possibile. Invece il risultato della vicenda Acea è ad oggi confusione, fraintendimenti e purtroppo ancora molto fumo negli occhi.

Cittatrepuntozero
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