COLLEFERRO. SINDACO PALIANO: A WILLY INTITOLEREMO IL PIÙ GRANDE PARCO PUBBLICO.

“CI INSEGNA CHE BISOGNA ABBANDONARE RABBIA E VIOLENZA” (DIRE) Colleferro (Rm), 16 set. – “Vogliamo intitolare a Willy il piu’ grande parco pubblico della nostra citta’, che poi tra l’altro e’ situato a pochi metri di distanza dalla sua casa, dove da bambino trascorreva intere giornate. Questo e’ il minimo che possiamo fare per Willy e per la sua famiglia”. Cosi’ il sindaco di Paliano, Domenico Alfieri, a margine della fiaccolata per Willy Monteiro Duarte che si e’ svolta stasera a Colleferro, la cittadina in provincia di Roma dove il 21enne e’ stato ucciso di botte nella notte tra il 5 e il 6 settembre. Un omicidio che ha scosso le comunita’ del territorio dove il ragazzo viveva e l’intero Paese per due motivi: “Perche’ era lui, Willy, per com’era fatto, un ragazzo solare, perbene, che aveva terminato gli studi da poco e coltivava il sogno di diventare chef- continua- Andava a lavorare e aiutava tutti gli amici, era sempre disponibile, una persona splendida, che conoscevano tutti. Il secondo motivo e’ che la nostra comunita’ non conosce sentimenti come la rabbia e la vendetta. È una comunita’ che e’ stata sempre aperta al dialogo al confronto, all’integrazione, all’ospitalita’. Adesso- sottolinea il primo cittadino del borgo ciociaro- Siamo scossi, ma supereremo, la comunita’ intera insieme alla famiglia, questo momento di grande dolore”. Per Alfieri, “l’insegnamento che da’ Willy a tutti noi, non solo a Paliano e a Colleferro, ma a tutta l’Italia, e’ che bisogna abbandonare quei sentimenti di cui parlavo prima, cioe’ la rabbia la violenza. Dobbiamo riscoprire altri sentimenti, come l’amore e l’amicizia, e, soprattutto, bisogna ripartire dalla famiglia. E bisogna ragionare veramente su quelle che sono le cause che in questo momento caratterizzano alcune parti della nostra societa'”. Per il sindaco di Paliano occorre “sedersi attorno a un tavolo, le istituzioni, le famiglie, i giovani, la chiesa, la scuola, e ragionare di cosa sta succedendo. E, dopo aver ragionato di cosa sta succedendo- conclude- anche proporre qualcosa per superare questo brutto periodo che sta passando la nostra societa’. Una classe dirigente all’altezza lo deve fare, oltre ad analizzare a condividere il dolore, deve anche proporre le soluzioni”.
Agenzia DiRE  www.dire.it
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