Colleferro: PEDIATRIA DEVE TORNARE ALL’OSPEDALE DI COLLEFERRO.

 

I Sindaci dei Comuni di Colleferro, Labico, Valmontone, Paliano, Serrone, Artena, Piglio, Carpineto Romano, Gavignano e Gorga hanno incontrato, presso la Casa comunale di Colleferro, il nuovo Commissario straordinario dell’Asl RM 5, Dott. Giuseppe Quintavalle, il Direttore sanitario, Dott. Cifaldi e il Direttore amministrativo, Dott. Francesco Malatesta per discutere delle carenze di personale all’ospedale L. P. Delfino di Colleferro.

La questione di pediatria e la possibilità di ottenere la riassegnazione del reparto all’ospedale L.P. Delfino non sarebbe stata posta all’ordine del giorno, nonostante l’importanza che esso ha per il comprensorio della valle del Sacco.

Per vincere questa battaglia non va tralasciata nessuna possibilità e in attesa di sapere con certezza se e quando i Comuni impugneranno la sentenza del TAR del Lazio davanti al Consiglio di Stato, i Sindaci potrebbero sedersi ad un tavolo con gli avvocati per mettere a punto le strategie e le tecniche processuali per altre azioni legali e il Consiglio comunale di Colleferro dovrebbe approvare la proposta di deliberazione presentata da oltre 500 cittadini.

La sentenza del TAR del Lazio, che ha respinto la richiesta di “restituzione” dei reparti di ginecologia, ostetricia e neonatologia, oltre ad essere appellabile al Consiglio di Stato per la pediatria, contiene gli estremi anche per un’altra azione legale in favore della riassegnazione e riapertura di questo reparto. In particolare, si ravvisa, dopo attento esame degli atti, la possibilità di avviare anche un procedimento di urgenza al fine di rispettare quanto disposto dal TAR e che i Sindaci non hanno forse ancora valutato o comunicato di voler fare.

“Quale futuro si vuole dare all’ospedale se si fanno incontri senza porre all’ordine del giorno anche la questione di pediatria, che interessa i cittadini. Aspettiamo fiduciosi e sollecitiamo i Sindaci a farci conoscere le loro decisioni sulle azioni legali che vogliono intraprendere”, commenta Gabriella Collacchi, Portavoce del Comitato.

I cittadini che fanno richieste istituzionali meritano risposte ed atti concreti dal Consiglio comunale, che ha ignorato la proposta di deliberazione che abbiamo depositato con 500 firme”, aggiunge Ina Camilli, Coordinatore del Comitato.

Un anno fa – con una raccolta firme di dicembre 2016, protocollata nel gennaio 2017 e giacente presso la Segreteria generale dal 12 febbraio 2017 – il Comitato ha presentato al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale, ai Capigruppo e ai Consiglieri Tutti, ai sensi dell‘art. 28 del Regolamento del Consiglio Comunale, una richiesta di deliberazione sulla carenza dei servizi sanitari dovuta al progressivo depotenziamento dell’Ospedale e sugli impegni che la Regione ha preso con l’Amministrazione comunale il 25 Maggio 2015 in merito, tra l’altro, all’apertura della Nuova Ala, su cui sono stati investiti 12.911.000,00 € di denaro pubblico, senza che la ASL abbia rilasciato il collaudo definitivo dalla conclusione dei lavori il 30.11.2015. La promessa del Presidente Zingaretti era quella di trasformare la struttura ospedaliera in un centro di eccellenzae siamo ben lontani dalla quella prospettiva!

In particolare la deliberazione chiede che la Regione intervenga a ripristinare i posti letti soppressi; nominare i primari dei reparti che ne sono sprovvisti; assegnare il personale medico, infermieristico e amministrativo; riaprire Laboratorio analisi, Emotrasfusionale, Anatomia patologica, Nefrologia, Dialisi e Radiologia.

Dopo un anno a queste richieste se ne sono aggiunte altre, che vanno tutte nella direzione di garantire il diritto alla salute e il rispetto della dignità della persona, e che se soddisfatte dimostrerebbero che non sono state false promesse.

I termini del Regolamento sono scaduti, purtroppo anche ignorati, e il Presidente del Consiglio non ha assegnato la richiesta di deliberazione all’esame della Commissione consiliare e quindi la deliberazione, dopo oltre un anno, non è all‘approvazione del Consiglio.

Il Comitato chiede a tutti i Consiglieri, indistintamente, di sostenere tale richiesta con un voto favorevole.

Alle Amministrazioni comunali del territorio il Comitato chiede la dovuta attenzione alle diverse segnalazioni, deliberazioni, appelli, raccolte firme e richieste espresse dai cittadini di Colleferro e della valle del Sacco e assicura, se ci fosse disponibilità al confronto, la massima collaborazione verso il miglioramento del nostro nosocomio, della situazione del personale e dei pazienti.

Ai candidati alle prossime elezioni regionali e nazionali del 4 marzo 2018 il Comitato chiede di mettere la sanità pubblica e soprattutto le misure di prevenzione a difesa della salute per l’intera valle del Sacco al centro dei loro programmi.

A coloro che saranno eletti rappresentanti del territorio il Comitato chiede di farsi carico delle problematiche della sanità, di “rompere” il silenzio e di accertare la reale efficienza dei servizi sanitari del comprensorio e dei livelli essenziali delle prestazioni (LEA), silenzio insopportabile per i pazienti e per chi mette il proprio impegno nella difesa della sanità.

E’ scritto molto chiaramente nell’art. 120 della Costituzione, il quale prevede che il Governo può sostituirsi ad organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni qualora lo richieda la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali.

Gabriella Collacchi e Ina Camilli, Portavoce e Coordinatore del Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro – Coordinamento territoriale

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