COLLEFERRO. PALIANO, IL VESCOVO : MORTE WILLY INGIUSTA, NON CADA NELL’OBLIO.

‘IMPEGNIAMOCI A RIALLACCIARE PATTO EDUCATIVO’ (DIRE) Paliano (Fr), 12 set. “Da domenica mattina ad oggi tante sono state le parole dette e scritte su un fatto esecrabile che stamane ci vede riuniti insieme per il quale il nostro cuore e’ profondamente scosso e colpito. Perche’ la morte barbara ed ingiusta di Willy non cada nell’oblio impegniamoci tutti – istituzioni, forze dell’ordine, uomini e donne della politica, della scuola, dello sport e del tempo libero, Chiesa, famiglie e quanti detengono le chiavi di un potere enorme: quello dei media ed in particolare dei media digitali – a compromettere insieme, al di la’ di ogni interesse personale e senza volgere lo sguardo altrove fingendo di non vedere. Impegniamoci tutti, dicevo, a riallacciare un patto educativo a 360 gradi”. Il monito del vescovo di Tivoli e Palestrina Mauro Parmeggiani tuona nel silenzio irreale dello stuolo umano di magliette bianche che riempie il campo sportivo ‘Piergiorgio Tintisona’ di Paliano per dare l’ultimo saluto a Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso di botte a Colleferro nella notte tra il 5 e il 6 settembre. Il bianco, il colore dell’innocenza e del candore, scelto dalla famiglia di Willy per ricordarlo assieme ai suoi amici e alle autorita’ presenti. La bara, marrone chiara, ricoperta di rose bianche, e’ su un piccolo palco dove Bruno Conti ha lasciato una maglietta della Roma, la squadra del cuore di Willy. In prima fila la famiglia del ragazzo, i sindaci del territorio e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il presidente dell’assemblea regionale, Mauro Buschini, e l’avvocato della famiglia Domenico Marzi. “Preghiamo per questo giovane che ci lascia un grande insegnamento- continua il vescovo – Un insegnamento che non vorrei che trascorsi questi giorni pieni di coinvolgimento emotivo, di giusta compassione per Willy e la sua famiglia, di sdegno verso coloro che hanno compiuto un gesto inumano, cadesse come troppo spesso accade nell’oblio o nel fermarsi a qualche targa, monumento commemorativo, intitolazione di qualche torneo di calcio o cose del genere. Chiediamo a Dio anche la forza per saper un giorno perdonare chi ha compiuto l’irreparabile- conclude l’omelia- Perdonare ma anche chiedendo che essi percorrono un cammino di rieducazione secondo quanto la giustizia vorra’ disporre ed in luoghi, come ad esempio le carceri, che devono essere sempre piu’ ambienti di autentica riabilitazione dell’umano”. Al termine della cerimonia un lungo applauso ha accompagnato il volo di decine di palloncini bianchi e l’uscita della bara, baciata teneramente dalla sorella davanti alla folla sulla strada.

Agenzia DiRE  www.dire.it

Visite: 67

Potrebbero interessarti anche...