COLLEFERRO. FIACCOLATA PER WILLY, IN MIGLIAIA LUNGO STRADE.

   
L’AMICO: UCCISO DA 4 DELINQUENTI E DA SOCIETÀ CHE NON HA INSEGNATO SOLIDARIETÀ (DIRE) Colleferro (Rm), 16 set. – Le strade di Colleferro attorno alle 20 brulicano di persone. Si contano a decine, ma in realta’ sono migliaia. Camminano tra via Di Vittorio e via Latina, lungo la salita che porta al Parco del Castello, la villa cittadina. È da li’ che alle 20.30 in punto, tra centinaia di ragazzi silenziosi in maglietta bianca, parte la coreografia di luci per Willy Monteiro Duarte, il 21enne di Paliano ferocemente pestato a morte nella notte tra il 5 e il 6 settembre. Poco dopo il sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, al fianco della famiglia del giovane, ai primi cittadini di Artena, Paliano e di altri paesi della zona, e alle consigliere regionali Marta Bonafoni ed Eleonora Mattia, da’ il via alla fiaccolata della cittadina in provincia di Roma in cui il ragazzo e’ stato ucciso. In testa ci sono sempre loro: gli amici di Willy, che da giorni si fanno scudo del dolore con uno striscione che ritrae il suo sorriso e chiede giustizia. C’erano alla fiaccolata di Paliano, il 9 settembre, ai funerali celebrati da monsignor Mauro Parmeggiani, sabato 12, a testimoniare che il gesto del ragazzo, intervenuto in difesa di un amico, e’ quello di una comunita’ intera, sconvolta ma decisa a reagire alla violenza e a fare del coraggio di Willy un esempio per il Paese intero. Il lungo abbraccio, silenzioso, attraversa a passo lento il cuore della citta’ per poco piu’ di un chilometro, passando per via Latina e corso Garibaldi, e si scioglie in un lungo applauso a largo Oberdan, il luogo del pestaggio, che da qualche giorno si e’ trasformato in uno stuolo di luci, disegni e fiori. Poi in piazza Italia, dal palco davanti al Comune, tuonano le parole di denuncia di uno dei compagni di scuola di Willy, scandite a qualche passo da sua sorella, Milena, e dal sindaco di Colleferro.
 “Sono scioccato perche’ Willy non e’ morto, Willy e’ stato ammazzato- scandisce con la voce tremante- Non e’ stato ammazzato solo da quattro delinquenti, e’ stato ucciso anche da una societa’ che non si e’ posta come obiettivo primario l’insegnare la solidarieta’. Perche’ io credo che una societa’ in cui i proprietari dei locali cacciano la gente dai tavoli per fare sedere i mafiosetti della zona, gli fanno riservare un posto auto, dove le persone, quando questi criminali passano, abbassano lo sguardo, si girano dall’altra parte, facendo finta di non vedere, dove ognuno pensa solo al proprio tornaconto. Credo che in una societa’ cosi’ non ci stiamo impegnando abbastanza, non ci stiamo sforzando affinche’ situazioni come quelle in cui si e’ trovato Willy non si presentino, anzi, stiamo aiutando i criminali”. E continua duro: “Willy quella sera non doveva essere solo, doveva avere dietro noi a sostenerlo per fargli capire che cio’ che stava facendo non era solo giusto, ma anche normale. Ora Willy non c’e’ piu’, si e’ sacrificato. Facciamo in modo che il suo sacrificio non sia stato vano, che questa dura lezione venga ricordata sempre, per cambiare la nostra mentalita’ e per rendere il mondo un posto migliore per tutti”. “Te chiedo scusa a ma'”, recita la poesia di Davide Leva, letta in una piazza gremita e commossa, e consegnata incorniciata a Milena, che poi col papa’, gli amici e il sindaco di Colleferro raggiunge il giardino di largo Oberdan, tra la fermata degli autobus e la caserma dei Carabinieri. “Continua a difenderci”, si legge li’ su un foglio, vicino alle candele. Uno dei tanti pensieri dedicati dalla comunita’ al ragazzino supereroe, in un’onda di solidarieta’ e di dolore che non si arresta.
Agenzia DiRE  www.dire.it
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