CLIMA. LOCALE È GLOBALE, A COLLEFERRO NASCE LO SCAFFALE AMBIENTALISTA.

DIECI RAGAZZI E UNO SPAZIO STRAPPATO ALL’ABBANDONO: “FACCIAMO CULTURA” (DIRE) Colleferro (Roma), 24 set. – Una porta blu e una targa su cui e’ disegnato un albero, che e’ anche una libreria, che e’ anche un volto umano. Sono il colore e i simboli scelti da Maria Chiara, Rebecca, Luca, Alessandro, Consuelo, Giuliano, Jacopo, Giulio, Leonardo e Alfredo per accogliere studenti, studiosi e cittadini allo Scaffale Ambientalista, in via degli Esplosivi 1 a Colleferro, in quel quadrante del Basso Lazio tra Roma e Frosinone compreso nell’area Sin (Sito di Interesse Nazionale) ‘Bacino del fiume Sacco’, in attesa di bonifica da quando nel 2005 scoppio’ lo scandalo betaesaclorocicloesano. Da allora ad oggi sono passati quindici anni. Anni di mobilitazione per il movimento ambientalista della Valle del Sacco e per l’Unione Giovani Indipendenti (Ugi), associazione nata da un gruppo di studenti che a partire dalle scuole di Colleferro hanno deciso di mettere la tutela dell’ambiente al centro del proprio impegno al servizio della citta’. E che l’1 settembre hanno inaugurato lo Scaffale Ambientalista. Un po’ aula studio, un po’ centro di documentazione, un po’ biblioteca, lo Scaffale “e’ uno spazio di cultura che abbiamo pensato per condividere il momento dello studio assieme a quello dell’approfondimento sulle questioni ambientali e sociali del nostro territorio e a livello globale”, spiega all’agenzia Dire Maria Chiara, 26 anni, studentessa di Giurispurenza e presidente dell’Ugi a tempo pieno, che quest’estate ha rinunciato alle sue vacanze e si e’ sporcata le mani assieme agli altri per tinteggiare, riparare il pavimento, riassestare le porte di un luogo storico, abbandonato da oltre dieci anni e restituito alla citta’. “L’idea nasce dall’esigenza dei membri dell’associazione di studiare ma anche di continuare a portare avanti le nostre attivita’- continua Maria Chiara- dalla redazione del giornalino ‘Terra terra’ alla traduzione dei dati epidemiologici per renderli piu’ fruibili alla collettivita'”. Faldoni di comunicati stampa e articoli di giornale, studi universitari e rapporti epidemiologici, raccolti dall’associazione, ora digitalizzati e accessibili, sui temi piu’ disparati: dall’inquinamento da pesticidi e metalli pesanti del fiume Sacco all’impatto sanitario sulla popolazione della discarica di Colle Fagiolara e degli inceneritori di Colle Sughero, alle ultime ricerche sull’effetto del betaesaclorocicloesano sugli umani. “Per noi l’ambientalismo e’ stato sempre al centro del dibattito, anche quando non andava di moda- racconta Rebecca, 23 anni, studentessa di Scienze Politiche- Adesso che abbiamo finalmente una maggiore autorevolezza, essere ambientalista e’ una sfida perche’ e’ una tematica estremamente complessa, che va studiata e approfondita. C’e’ grande fermento e tutti insieme possiamo raggiungere dei risultati importanti”. Incontrarsi, studiare e fare rete. Sono questi per i giovani dello Scaffale gli ingredienti per raggiungere risultati efficaci rispetto alle sfide ambientali territoriali e globali, prima fra tutte quella dei cambiamenti climatici. “Abbiamo rapporti con le altre associazioni ambientaliste sia sul nostro territorio che a livello nazionale, dai No Tav ai No Tap, fino ai giovani ragazzi dei Fridays For Future”, sottolinea la presidente dell’associazione, che negli anni ha costruito progetti di riqualificazione del verde urbano nel quartiere delle case popolari e ha dato vita a un premio rivolto alle scuole tutto dedicato alle tematiche ambientali. “Per me oggi essere un giovane ambientalista e’ un senso di responsabilita’ rispetto al percorso che abbiamo costruito in dieci anni di attivismo, un dovere nel dare continuita’ a questo percorso- spiega Luca, 24 anni, una laurea in Chimica in cantiere- Ma e’ anche un forte motivo di orgoglio, soprattutto quando si riescono a vincere delle battaglie”. Come quella per la chiusura degli inceneritori di Colle Sughero che ha visto i ragazzi e le ragazze dell’Ugi tra protagonisti del movimento Rifiutiamoli. “Questo era uno spazio necessario per la citta’- dice lapidaria Emanuela, laureata in Filosofia e il sogno di diventare giornalista- E lo e’ non solo perche’ permette ai giovani di incontrarsi e aggregarsi, ma perche’ chiunque voglia essere un cittadino piu’ consapevole delle tematiche ambientali puo’ venire qui ed informarsi”. Per Piotr, 22 anni, studenti di Ecoboiologia lo Scaffale, insieme alla biblioteca comunale, e’ ormai tappa fissa: “Penso che questo luogo possa educare e stimolare le persone ad impegnarsi per l’ambiente”, dice circondato dai volumi che a poco a poco stanno arricchendo i ripiani dello Scaffale, comprati o donati da cittadini e associazioni. Come Cdca-A Sud onlus, con cui l’Ugi condivide, tra l’altro, il percorso nella campagna ‘Giudizio Universale: facciamo causa’, che sara’ presentata allo Scaffale in un evento a fine ottobre. “Nel corso del tempo vogliamo cercare di raccogliere le tesi che abbiano come argomento l’ambiente, soprattutto quelle piu’ legate al territorio”, racconta ancora Rebecca, che lancia un appello: “Chiunque voglia aiutare e contribuire ad arricchire la nostra biblioteca puo’ contattarci. Siamo aperti a qualsiasi tipo di donazione”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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