San Magno…Boni Soldi!

Qualche mese fa l’Amministrazione Natalia – per mezzo di uno dei suoi
Assessori più acchiappa-like – si è voluta mostrare solerte affermando
che i 40.000 euro, destinati alle festività patronali, sarebbero stati
spesi per azioni di supporto alla cittadinanza, essendo quello di
quest’anno “un bilancio orientato all’emergenza, economica e sociale”
(cit.). Quante buone intenzioni! Che belle parole! Il giorno 19 spunta
la delibera 157 del 13 agosto: fondi stanziati (43900 euro) in nome
della decantata tradizione! Delibera in cui, con grande sorpresa, si
parla di “aggregazione sociale”, in barba al distanziamento. Vista la
tragedia COVID in corso, anche i più diffidenti si aggrappavano al senso
di responsabilità cui un’amministrazione dovrebbe attingere, soprattutto
in situazioni emergenziali. Oggi invece, già basiti e stupefatti di
fronte ai video e alle foto della gente accalcata in piazza Cavour, ci
troviamo ad affrontare l’ennesimo paradosso della gestione Natalia:
stiamo a dover fare i “conti della serva”, per capire come sia stato
possibile arrivare ad una cifra così esorbitante! Se ce l’avessero
raccontato anche il 19 mattina stesso, probabilmente non ci avremmo
creduto. Quasi quasi, ci state facendo rimpiangere chi ha avuto il
coraggio di dire no alla tradizionale festa patronale, con l’obiettivo
di risanare le casse municipali. Noi ci domandiamo, sconcertati: la
tutela della salute dei nostri concittadini è una ragione meno valida?
Si fa presto adesso a fare scarica barile sulle persone muovendo accuse
di irresponsabilità. Chi avrebbe dovuto dare l’esempio? Chi deve
chiedere, e se necessario imporre, il rispetto delle regole? Questa
giuridicamente è la legalità, intellettualmente il buon senso. Lo
spettacolo pirotecnico ha dimostrato che non basta fare appello ai
singoli per evitare spiacevoli situazioni. La superficialità gestionale
e la pochezza delle giustificazioni (“rispetto delle tradizioni!” –
cit.) ci ha catapultati sul TG nazionale, facendoci sembrare dei
negazionisti alla stregua di chi, in questi mesi, si è vantato di non
indossare le mascherine di protezione, sorseggiando mojito, frequentando
discoteche e festicciole in spiaggia, al grido de “il Covid non esiste”!
L’impiego delle risorse economiche dei contribuenti implica cognizione
di causa, ragionevolezza e trasparenza, rendendo costantemente conto ai
cittadini: si chiama principio di pubblicità nell’azione amministrativa.
Nessuna tradizione (!) può giustificare quanto accaduto, oltretutto in
questa fase, rischiando di vanificare l’impegno profuso per cercare di
uscire dall’emergenza. Sindaco! Lei, che è la massima autorità sanitaria
del Comune, avrebbe dovuto scongiurare ogni possibile rischio, tanto
più in questo delicatissimo momento storico, tanto più in un territorio
come il nostro, così martoriato dall’assenza di strutture sanitarie di
riferimento! Questi i tagli, queste le decisioni della politica, ancora
una volta sulla pelle delle persone. Noi dobbiamo lavorare per tornare
alla normalità ma, nello stesso tempo, tener ben presente che il virus
non è sparito: proprio in questi giorni la stampa sta riportando notizie
di nuovi casi tra i nostri concittadini. D’ora in avanti ci auguriamo
un cambiamento immediato nel modo di amministrare la città. Il
pressappochismo e la mancata progettualità sono diventati una triste
abitudine, solo che ormai si sta superando il limite del tollerabile!
Vogliamo ricordare ai giuristi, i quali compongono numerosi l’attuale
maggioranza, che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale
diritto dell’individuo e interesse della collettività”: articolo 32
della Costituzione. Ripassatelo – tutti i giorni – come un mantra!