Cisl Medici Lazio. Atto di significazione diffida DPI. POSTA CERTIFICATA.

Luciano Cifaldi

All’Assessore Sanità e Integrazione Sociosanitaria Dr. Alessio D’Amato 

PEC protocollo@regione.lazio.legalmail.it  

Al Direttore Regionale Salute ed integrazione socio sanitaria 

Dr. Renato Botti 

PEC salute@regione.lazio.legalmail.it  

 

p.c.

 

Al Presidente della VII Commissione del 

Consiglio Regionale 

On. Giuseppe Simeone

Ai componenti Consiglieri della VII Commissione 

PEC segreteriagenerale@cert.consreglazio.it

 

Trasmessa per PEC

Ai sensi della legge n, 241/90 E ss.ii.mm.

 

Oggetto: Atto di significazione diffida in merito alla richiesta di dotare di Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) FFP2 e/o FFP3 gli operatori sanitari e di valutare la opportunità di eseguire tamponi al personale venuto in contatto con soggetti COVID 19 positivi e contestuale diffida ad adempiere. – Richiesta adozione di opportuni provvedimenti.

L’organizzazione sindacale CISL MEDICI LAZIO con sede in Roma, 00185 via Giovanni Amendola 46, in persona del suo segretario generale Dott. Luciano Cifaldi, domiciliato ai fini del presente atto presso la PEC cislmedicilazio@pec.cislmedicilazio.it ;

mail personale segretariogenerale@cislmedicilazio.it


PREMESSO CHE

La scrivente CISL MEDICI LAZIO. aveva già inviato un atto su quanto riportato in oggetto acquisito al protocollo regionale,con numero identificativo messaggio opec292.20200311145600.21024.780.1.66@pec.aruba.it

del 11.03.2020 ore 14,56, a cui non risulta ad oggi dato riscontro da parte delle SS.LL.

Pertanto si è costretti, nostro malgrado, ad inviare questo atto di significazione diffida.

Nella precedente nota la scrivente CISL MEDICI LAZIO faceva presente che:

  1. A) le mascherine chirurgiche potrebbero essere di utilità solo per evitare il contagio in uscita ma non in entrata. 
  2. B) Le mascherine FFP1 con filtri a bassa efficienza possono essere adatte per il filtraggio di particelle fini e polveri non tossiche, come silice, lana di vetro, grafite, cemento, zolfo, carbone, metalli ferrosi o legno tenero. Le FFP1 si adottano in ambienti di lavoro nei quali non si prevedono polveri e aerosol tossici. Queste filtrano almeno l’80% delle particelle che si trovano nell’aria fino a dimensioni di 0,6 μm e possono essere utilizzate quando il valore limite di esposizione occupazionale non viene superato di oltre 4 volte. 
  3. C) I modelli FFP2 hanno una capacità maggiore di filtraggio polveri e e trovano specifiche indicazioni nel filtraggio delle particelle fini, anche tossiche quali ad esempio levigatura di parti metalliche e resine o per proteggere da virus influenzali. Le FFP2 possono essere adatte per ambienti di lavoro nei quali l’aria respirabile contiene sostanze dannose per la salute e devono catturare almeno il 94% delle particelle che si trovano nell’aria fino a dimensioni di 0,6 μm. Possono altresì essere utilizzate quando il valore limite di esposizione occupazionale raggiunge al massimo una concentrazione 10 volte superiore. Le maschere respiratorie della classe di protezione FFP2 vengono utilizzate nell’industria metallurgica o nell’industria mineraria dove gli addetti alle lavorazioni vengono a contatto con aerosol, nebbie e fumi, fattori questi che nel lungo termine possono determinare l’insorgenza di malattie respiratorie come le neoplasie polmonari oltre a contribuire al significativo aumento di patologie quali la tubercolosi polmonare. 
  4. D) Le mascherine FFP3 offrono una più ampia protezione contro le sostanze nocive cancerogene e i microrganismi patogeni come virus, batteri e funghi.

    CONSIDERATA

la necessità di dotare gli operatori sanitari di DPI FFP2 e/o FFP3, e di quanto altro utile a garantire la tutela psicofisica dei medici e degli altri operatori sanitari e per impedire la diffusione del contagio; 

RITENUTO 

che le mascherine FFP2 con un’efficacia filtrante del 92% e le FFP3 con un’efficacia filtrante del 98% appaiono in grado di difendere dal contagio dei virus

CONSIDERATO

inoltre che per contenere la diffusione del Coronavirus la CISL MEDICI LAZIO ritiene che debba essere attentamente valutata la opportunità di effettuare tamponi a tutti coloro che siano stati in contatto con pazienti COVID 19 positivi indipendentemente dal fatto che siano sintomatici o meno. 

INVITA

le SS.LL, ciascuna per quanto di competenza, ad adottare gli atti di competenza

per garantire l’adeguata fornitura di DPI FFP2 e/o FFP3 nonché di guanti, visiere e sopracamici a tutti gli operatori sanitari e a rendere obbligatorio l’uso delle maschere FFP3 in tutti gli operatori preposti a procedure che possano determinare la generazione di aerosol.

Si rimane in attesa di riscontro entro trenta giorni dal ricevimento della presente.

Tutto ciò premesso

la CISL MEDICI LAZIO, come sopra rappresentata nella sua qualità di portatrice di interessi collettivi del personale dalla stessa rappresentato, 

DIFFIDA

le SS.LL., ciascuna per quanto di competenza, che a tanto non ottemperando entro i termini di legge dal ricevimento della presente ne sarà data comunicazione alle competenti Autorità.

 

Roma, 17.03.2020 

Luciano Cifaldi

Il segretario generale Cisl Medici Lazio

*f.to Luciano Cifaldi

 

*“Firma autografa sostituita a mezzo stampa ai sensi dell’art. 3, comma 2, del d.Lgs. N. 39/1993”

FEDERAZIONE CISL MEDICI LAZIO

Via Giovanni Amendola, 46 – 00185 Roma – Tel.: 06-95552063 – Fax: 06-0699332678

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