CINEMA. VENEZIA 77, ALMODOVAR: ‘THE HUMAN VOICE’ ESPERIENZA DI LIBERTA’.

REGISTA RISCRIVE TESTO DI COCTEAU, PROTAGONISTA TILDA SWINTON (DIRE) Venezia, 4 set.A un anno dal Leone alla Carriera, Pedro Almodovar torna alla Mostra del Cinema di Venezia per presentare la sua prima opera in lingua inglese: ‘The Human Voice, un mediometraggio realizzato durante il lockdown. Il regista spagnolo porta sul grande schermo l’opera teatrale di Jean Cocteau, che da sempre lo ha affascinato e dalla quale ha tratto ispirazione anche in parte per ‘La legge del desiderio’ e per ‘Donne sull’orlo di una crisi di nervi’, riscrivendola e attualizzandola. Al centro del film il dramma di una donna abbandonata dal suo amato e L’ultima telefonata tra i due, di cui allo spettatore viene data la possibilita’ di ascoltare solo la voce di lei. Nei panni della protagonista (interpretata precedentemente sul grande schermo da Anna Magnani, Ingrid Bergman e Sophia Loren) una sofferta ma allo stesso tempo vendicativa Tilda Swinton, perfettamente calata nel suo personaggio. Puramente ‘almodovariana’ dal punto di vista delle scelte cromatiche e della composizione, visivamente la pellicola rappresenta un esperimento ambizioso e metateatrale del regista, che in alcune scene decide di mostrare allo spettatore come gli ambienti in cui si muovono i personaggi siano in realta’ una finzione, un set all’interno di un teatro di posa. Il tutto allo scopo di enfatizzare il dramma della protagonista. “Quella di ‘The Human Voice’ e’ stata un’esperienza di liberta’, quasi un capriccio”, ha dichiarato il regista oggi al Lido insieme a Swinton, durante la conferenza stampa di presentazione della pellicola fuori concorso alla Mostra del Cinema.

Twinton che dal canto suo ha rivelato di desiderare cosi’ tanto lavorare con Almodovar da aver chiesto a monaco benedettino suo amico di pregare perche’ questo desiderio diventasse realta’. Ne e’ nata una collaborazione proficua e gratificante, tanto che entrambi hanno dichiarato di sperare che possa avere un seguito, nonostante la barriera linguistica che inizialmente ha creato qualche difficolta’ sul set durante le riprese di ‘The Human Voice’. Nel corso della conferenza stampa Almodovar ha anche parlato della una nuova fase creativa che sta vivendo, iniziata gia’ con ‘Julieta’ e proseguita con ‘Dolor y Gloria’, contrassegnata da un’estrema liberta’, che lo portera’ presto a realizzare un nuovo mediometraggio di circa 45 minuti e un corto di 15-20 minuti. “Il primo sara’ un western che si chiamera’ ‘Estrana forma de vita’, mentre il secondo parlera’ della crisi dei cinema, sara’ su un racconto distopico in cui i cinema sono scomparsi da Madrid o dalla Spagna. Parlero’ di come questo vuoto delle sale influisce sulle persone”, ha dichiarato il regista. Quindi l’invito di Almodovar a tornare nelle sale dopo il lockdown, perche’ nonostante un film si possa fruire su tanti dispositivi “ci sono alcune emozioni che si possono provare solo davanti a un grande schermo, al fianco di persone che non si conoscono, in una stanza scura”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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