CINEMA. LORINI (ANEC): SERVE REVISIONE PROTOCOLLO RIAPERTURA SALE.

(DIRE) Roma, 21 mag. – “Vedere delle norme cosi’ restrittive ci e’ sembrato fuorviante per il pubblico, che rimane il nostro obiettivo principale. Vogliamo dare la possibilita’ di tornare a frequentare la sala cinematografica, all’aperto o al chiuso, in sicurezza non facendola apparire come un luogo pericoloso”. Cosi’ Mario Lorini, presidente dell’Associazione nazionale esercenti cinema (Anec) parlando con la Dire della questione della riapertura delle sale cinematografiche prevista per il 15 giugno e delle linee guida contenute nell’ultimo decreto. “Un famiglia o una coppia di fidanzati, che vivono sotto lo stesso tetto, perche’ oggi in un cinema devono mantenere la distanza di sicurezza e nei bar o nei ristoranti no? Ci e’ stata negata una ripartenza anche dei concessioni bar- continua- che sono attivita’ economiche importanti per i cinema e sono anche una modalita’ di consuetudine perche’ il cinema e’ legato anche a un consumo di cibo e bevande. In queste condizioni l’industria non ripartira’. Abbiamo chiesto un incontro urgente alla politica, che interloquisce con il Comitato scientifico. Noi non abbiamo potuto partecipare alla stesura delle norme, avremmo voluto aiutare, anche il Comitato. Una figura tecnica nella gestione delle sale poteva essere un buon mediatore per trovare delle linee coerenti con quelle che vengono applicate negli altri settori. I cinema sono luoghi di aggregazione, un momento in cui le persone ritrovano la socialita’ e noi vogliamo riaprire con gioia e con misure coerenti con gli altri settori. Se una persona va al bar puo’ consumare, ma al cinema no, se va in un ristorante puo’ sedersi vicino al suo congiunto, ma al cinema no, e questo potrebbe indurre il pubblico a non frequentare, per il momento, le sale”. “Siamo rimasti delusi- dice ancora Lorini- credevamo che le nostre interlocuzioni con il Mibact avessero portato a rendere sostenibile e sicura la riapertura delle sale. Questo pero’ non e’ accaduto, quindi abbiamo chiesto un incontro urgente con il ministro Dario Franceschini. Io spero che da qui al 15 giugno il ministero ci ascolti e ci faccia incontrare il Comitato scientifico affinche’ si arrivi a una revisione del protocollo”. 

Agenzia DiRE  www.dire.it

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