CINEMA. IN ‘ASSANDIRA’ DI MEREU IL TURISMO ESASPERATO IN SARDEGNA.

(DIRE) Venezia, 7 set. –“C’e’ una bizzarra assonanza tra la storia del nostro film e quello che e’ avvenuto in questi giorni, perche’ sia il libro (‘Assandira’ ndr) prima che il film dopo sono stati in qualche modo profetici, cioe’ un uso smodato di un luogo puo’ portare a una degenerazione di quel luogo”. Sono queste le parole di Salvatore Mereu, intervistato oggi dall’Agenzia di stampa Dire alla Mostra del Cinema di Venezia, dove il regista ha presentato fuori concorso il suo film ‘Assandira’, nelle sale dal 9 settembre. Tratto dal romanzo di Giulio Angioni, il film e’ ambientato nella Sardegna rurale e racconta la storia di un padre (Gavino Ledda) pastore ed emblema della tradizione, e di suo figlio Mario (Marco Zucca) deciso ad aprire un agriturismo e disposto a calpestare i valori in nome del profitto. “La Sardegna e’ un luogo che era a luglio considerato un eden dal punto di vista della diffusione del coronavirus- spiega il regista ai microfoni della Dire- perche’ eravamo a un numero zero di contagi. Nel momento in cui si e’ accettato di fare arrivare i turisti, che comunque muovono l’economia di quel luogo, si sapeva che ci si apriva questo rischio. Ora biasimare chi lo ha fatto ha poco senso, perche’ voglio dire non e’ che c’e’ stata una levata di scudi generale, e poi e’ difficile stabilire cosa sarebbe potuto avvenire altrimenti”. 

Agenzia DiRE  www.dire.it

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