Cilento. Nicola Rizzo, per l’opera “Basilica di San Marco, Venezia“, ha ricevuto il “Trofeo Artista dell’Anno 2020.

ACCADEMIA DEI PARMENIDEI
         UFFICIO STAMPA

La Storia è ricca di Artisti famosi in ogni campo dello scibile, provenienti da famiglie semplici e disagiate, che nel tempo hanno avuto la fortuna di vedere il loro talento apprezzato a livello mondiale. Anche Nicola Rizzo proviene da una modesta famiglia di contadini, con una “storia” costellata da eventi ineluttabili. Sin da ragazzo si applicava al disegno e alla pittura. Attraverso il tempo questo talento lo ha fatto entrare, a poco a poco, meritatamente, nel meraviglioso mondo dell’Arte pittorica.

Il Rizzo, di origine cilentana, vive a Oderzo (TV). Nel mese di maggio scorso ha ricevuto l’invito dalla Segreteria ”ArtExpò Gallery” per partecipare al Trofeo Artista dell’anno 2020. Ha inviato due opere: “Bacino di San Marco, Venezia” (olio su tela ; cm 80×120) e “Basilica di San Marco, Venezia” (olio su tela; cm 70×80). I partecipanti sono stati numerosi, con opere provenienti da tutto il mondo.

Il, giorno della consegna dei Trofei, nella sala riunioni dell’Hotel Miramare di Cesenatico, sono state video-proiettate le opere di tutti gli Artisti premiati. Nicola Rizzo, per l’opera “Basilica di San Marco, Venezia“, ha ricevuto il Trofeo Artista dell’Anno 2020”, la pergamena diploma di onorificenza e la motivazione critica dell’opera premiata, firmata dal Critico d’Arte e coordinatrice dell’evento Mariarosaria Belgiovine.

L’opera scelta per il premio, inserita anche sul Catalogo della manifestazione, mette in risalto il livello artistico del pittore, che nell’esecuzione, sembra abbia voluto sperimentare e superare se stesso nei dettagli architettonici e nei giochi di colori, oltre a creare una scena umana tutta nuova: il dinamismo della folla di turisti in piazza San Marco. Questo dipinto evidenzia la voglia di libertà a muoversi, che per un certo periodo è venuta meno, per la triste situazione pandemica. La precisione e la perfezione del dettaglio, arricchito da una luce soave, lascia attoniti e lo stupore penetra nell’intimo del visitatore/spettatore come una sinfonia di Beethoven che manda l’animo in estasi e ci si perde in un piacevole abbandono.

Vedere un artista, oggi, che dedica tanto tempo e tanto impegno fisico e mentale, nell’elaborazione di un’opera d’arte di indiscusso valore artistico, è cosa piuttosto rara e, siccome avviene per merito di un cilentano, il fatto ci riempie di gioia e siamo convinti che nulla si ottiene senza impegno e sacrificio, come l’artista è stato capace di mostrare. Infatti il Nostro più volte mi ha raccontato che è solito rimanere seduto per ore e ore al giorno, per tutto il tempo necessario, fino a conferire il migliore risultato ad ogni lavoro che intende produrre.

Conoscendolo di persona da quando eravamo studenti, posso sicuramente testimoniare che tutto questo risultato ha radici non solo nel suo innato talento, ma in tutta una serie di vicissitudini che lo hanno fatto sempre maturare e crescere, facendo proprio il motto dell’Alfieri: “Volli, sempre volli, fortissimamente volli”.

Giacomo Di Matteo

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