Ciacciarelli sul sovraffollamento e sicurezza nelle carceri. Mi appello al Prefetto di Frosinone, al Questore ed al Ministero di Grazia e Giustizia, affinché siano inviate altre unità di organico, al fine di organizzare al meglio il piano di vigilanza e le attività ordinarie.

Come denunciato dai sindacati, il sovraffollamento delle carceri nel Lazio, non lascia affatto indenne la provincia di Frosinone. Presso la casa circondariale di Frosinone il sovraffollamento sarebbe pari a più 58 detenuti, mentre nell’ istituto penitenziario di Cassino si registrano più 118 detenuti. Un problema, quello del sovraffollamento, che si incrocia con la ormai cronica carenza di organico. Ritengo che si debba assicurare  agli agenti di polizia penitenziaria la possibilità di operare in  condizioni di assoluta sicurezza. Ciò presuppone una costante attenzione ai segnali di disagio provenienti dagli stessi istituti penitenziari, e quindi adottare misure a tutela dei lavoratori. Un problema, quello relativo alla sicurezza nelle carceri, che non si limita affatto al personale di polizia, ma investe gli stessi detenuti, considerato l’alto tasso di suicidi o tentati suicidi, aggressioni fisiche ai danni di compagni di cella, gesti di autolesionismo, a cui si aggiungono le frequenti minacce alla sicurezza degli agenti, i quali, nonostante gli sforzi ordinari, dato il sopracitato problema di carenza organico, stentano ad assicurare un monitoraggio costante. Ci troviamo difronte ad una questione non circoscritta esclusivamente alla sfera lavorativa, dei diritti del lavoratore, ma ad una questione più vasta, di ordine sociale, che incide sul percorso rieducativo a cui sono sottoposti i detenuti, essendo il personale penitenziario atto, oltreche a vigilare, ad accompagnare il singolo nelle attività quotidiane di riabilitazione alla vita sociale. Mi appello al Prefetto di Frosinone, al Questore ed al Ministero di Grazia e Giustizia, affinché provvedano all’ invio di altre unità di polizia, in numero proporzionale a quello  dei detenuti, al fine di organizzare al meglio il piano di vigilanza assieme alle attività ordinarie.

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