Ciacciarelli sul fenomeno del bullismo e cyberbullismo. Rinnovo il mio appello al Provveditorato agli Studi di Frosinone affinché siano istituiti seminari e lezioni frontali con la presenza di specialisti in tutti gli istituti scolastici della Provincia.

Ritengo che la cultura della prevenzione sia l’unico strumento  di efficacia nella lotta al fenomeno del bullismo e cyberbullismo che sta conoscendo un rapido radicamento all’ interno della società civile e che  alberga, come denunciato dalla cronaca, negli istituti scolastici del cassinate. Fondamentale è l’apporto educativo, formativo, della scuola che, accanto all’indubbio valore accademico, possiede una significativa forza intrinseca capace di incidere sulla caratterizzazione psicologica e psicofisica dell’alunno. Una prevenzione che si traduca in un programma  di seminari, di lezioni frontali che vedano attivi, accanto al personale docente, specialisti che possano fornire ai ragazzi gli strumenti necessari a comprendere in primis la pericolosità del fenomeno nelle sue conseguenze sulla psicologia della vittima fino a modificarne le abitudini, gli atteggiamenti, compromettendone l’autostima e le modalità di approccio al mondo esterno. Nel contempo promuovere una cultura della denuncia che molto  spesso stenta ad affermarsi in contesti omertosi. Un fenomeno, quello del bullismo, che non presenta alcuna distinzione di genere, interessando tanto il mondo maschile, quanto quello femminile e che vede coinvolti, anche nel contesto cassinate, ragazzi di età inferiore ai dieci anni, attraverso una violenza non solo fisica, ma psicologica, subdola, estremamente difficile da diagnosticare, perché non visibile immediatamente ad occhio nudo e che nell’ era dei social, di internet, perde la connotazione spazio temporale originaria, amplificandosi  con effetti devastanti sulla psicologia della vittima. Rinnovo, pertanto, il mio appello al Provveditorato agli Studi di Frosinone affinché si introducano delle lezioni frontali, dei seminari che vedano coinvolti tutti gli  istituti scolastici della provincia, al di là della fascia di età degli studenti, necessari a  fornire ai ragazzi i mezzi necessari alla conoscenza del fenomeno, promuovere il dialogo, l’ascolto e l’importanza della denuncia repentina, necessaria ad intervenire mediante un apposito programma riabilitativo non soltanto sulla vittima, ma anche sul carnefice. È  sulla prevenzione che bisogna far leva, e purtroppo debbo constatare che di solito si interviene sugli effetti, piuttostoche’ sulle cause. Analizzare  le cause, le motivazioni che sono alla base di simili atteggiamenti, mediante confronto aperto tra ragazzi da un lato e docenti e specialisti dall’ altro, è il primo passo per poter elaborare una cura ad personam che porti al recupero di entrambi i soggetti, il bullo e la parte lesa.

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