Ciacciarelli. Insufficienti le misure adottate dalla Regione per limitare danni provocati da cinghiali al comparto agricolo.

Ritengo che le recinzioni elettrificate, le fototrappole e l’aggiunta di due giornate di caccia al cinghiale rispetto all’ anno 2016 non siano affatto misure sufficienti per poter limitare i danni provocati al comparto agricolo. Irruzioni, quelle  di detta fauna selvatica,  che proseguono senza alcuna sosta, tra distruzioni del raccolto ed assalti alle stalle, si pensi alle razzie ai danni di vigneti. Una costante minaccia per il comparto agricolo, già stremato da una prolungata stagione siccitosa che ancora non volge al termine. Sono 1200 i giovani che nel Lazio hanno investito nel settore agricolo, e più di 400 sono residenti nella Provincia di Frosinone, operando un ritorno agli antichi mestieri. Anche sotto questo aspetto, sono costretto, aimè, a constatare che magre sono le misure a tutela del comparto agricolo,  nonostante contribuisca in maniera fattiva allo sviluppo economico ed occupazionale del territorio. Situazione aggravata dall’immobilismo, dal caos delle competenze e dalla burocrazia che, a questo punto, definirei un vero e proprio cancro che paralizza gli enti. Danni e costanti minacce che non si limitano all’agricoltura, ma  interessano anche gli automobilisti e gli stessi pedoni. Considerato che la popolazione di cinghiali è cresciuta a dismisura negli ultimi anni e che, in assenza di predatori naturali, si riproduce in modo incontrollato, ritengo che simili misure tampone non risolvano il problema e non preservino sufficientemente la produzione agricola locale, pertanto faccio appello alla Regione Lazio affinché siano adottate misure più incisive a tutela del comparto agricolo contro le razzie di detta fauna selvatica.

Visite totali:6
Print Friendly, PDF & Email