CHIESA. PIETRO ORLANDO: VATICANO APRA INCHIESTA INTERNA SU EMANUELA.

“PAPA FRANCESCO SA QUALCOSA SU SCOMPARSA MIA SORELLA” (DIRE) Roma, 6 lug. Pietro Orlandi a 35 anni dalla scomparsa di sua sorella Emanuela e’ tornato a parlare di questo intricato mistero rilasciando dichiarazioni forti a Radio Cusano Campus. Intervenuto alla trasmissione “La Storia Oscura”, Pietro Orlandi ha detto: “Chiediamo che dopo la magistratura italiana, sia quella vaticana a indagare sulla scomparsa di mia sorella aprendo un’inchiesta interna perche’ Emanuela tuttora e’ iscritta all’anagrafe vaticana, e’ una cittadina vaticana e perche’ e’ chiaro che all’interno del Vaticano ci sono delle persone che hanno avuto delle responsabilita’ su quello che e’ successo. Purtroppo, Emanuela e’ stato un tassello in un sistema di ricatti che ha coinvolto lo Stato, la Chiesa e la criminalita’ e per criminalita’ intendo la Banda della Magliana e la mafia. Perche’ secondo me- ha aggiunto Pietro Orlandi- l’ipotesi piu’ probabile rimane la montagna di soldi che la mafia tramite la Banda della Magliana, in particolare Enrico De Pedis, fece transitare nelle casse dello Ior e in quelle del Banco Ambrosiano di Calvi. Soldi che Giovanni Paolo II utilizzo’ per la causa polacca di Solidarnosc. Di conseguenza, il sequestro di mia sorella, in quanto cittadina vaticana, servi’ a fare pressione in certi ambienti del Vaticano. Emanuela probabilmente e’ stata l’oggetto di un ricatto molto forte nei confronti della Chiesa. Il Vaticano indaghi e dia risposte; se si sono sempre dichiarati non responsabili, dovrebbe essere nel loro interesse accertare come andarono le cose”.

“Invece c’e’ sempre stata la volonta’ di insabbiare. E purtroppo, la magistratura italiana ha accettato passivamente questa volonta’ del Vaticano e non capisco perche’ visto che il capo della Procura di Roma nella richiesta di archiviazione ha scritto che ‘nonostante tutto esistono elementi indiziari che hanno avuto riscontro nel coinvolgimento di alcuni elementi legati alla Banda della Magliana nel sequestro di Emanuela Orlandi’. C’e’ qualcosa che non torna- ha concluso Pietro Orlandi a Radio Cusano Campus- e’ chiaro che c’e’ una volonta’ forte di chiudere la vicenda perche’ la verita’ e’ qualcosa che non deve uscire. Non a caso, l’anno scorso il Segretario di Stato cardinale Pietro Parolin quando lo incontrai mi ripete’ una decina di volte che ‘purtroppo e’ una questione molto complicata’. Comunque, finche’ non avro’ la prova che Emanuela e’ morta per me sara’ un dovere cercarla viva. Cioe’ per me e’ ancora viva perche’ non ho la certezza della morte. Non mi basta che Papa Francesco mi dica ‘Emanuela sta in cielo’. Il Pontefice me lo deve dimostrare perche’ se ad inchiesta aperta nel 2013 mi disse che Emanuela e’ morta, vuol dire che sa qualcosa”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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