CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. BIANCA FASANO; LA SCRITTRICE CHE LEGGE OGNI GIORNO UN SUO RACCONTO, IN TEMPO DI CORONAVIRUS, RICORDANDO IL DECAMERONE DI BOCCACCIO, PER FARE COMPAGNIA A CHI DEVE RESTARE A CASA.

 

 

 

 

ACCADEMIA DEI PARMENIDEI
       UFFICIO STAMPA

C’è qualcuno che ha preso molto sul serio la necessità di restare a casa e anche quella di approfittare del web per mantenere i contatti con il suo pubblico di lettori. E’ la giornalista e scrittrice Bianca Fasano che, da diversi giorni e puntualmente ogni giorno, saluta gli ascoltatori dalla sua postazione, registrando brevi racconti tratti dai sui libri che si trovano in ebook e cartacei sul web. Alcuni da “Milioni di mondi possibili”, altri da “Scripta manent”, e “Bisogni”.

E’ dal nove marzo 2020, che li legge, in ricordo dei fatti terribili e della peste per cui Boccaccio scrisse il Decamerone, le novelle dei fiorentini che in quarantena affrontarono l’incubo della PESTE NERA.

Bianca Fasano, nell’introduzione delle sue letture, ricorda come il Decamerone di Boccaccio sia una raccolta di Novelle (il cui titolo significa dieci giorni) che ci racconta come sette donne e tre uomini, che scapparono da Firenze e si rifugiarono nelle campagne per allontanarsi dal contagio, abbiano utilizzato il loro tempo di quarantena, senza emittenti radio televisive, face book, e mail, lavoro a distanza e altro per tenersi lontano dai focolai.

Ci ricorda, inoltre, che si trattava di un’epidemia che causò venti milioni di morti solo in Europa. Sostiene che questo raffronto sia necessario per ricordare agli italiani, però anche a tutto il mondo globalizzato che è investito dal coronavirus ad ondate, come Boccaccio, con il suo lavoro ci mostri anche il senso di responsabilità che ebbero quelle persone (e con loro altre), di isolarsi senza perdere la ragione, senza lasciarsi vincere dal momento di preoccupazione.

Boccaccio insegna a noi, alle prese con il coronavirus (dice la Fasano), “Come la mente debba essere più forte del senso di terrore.” E aggiunge: – “Stiamo parlando della peste nera per cui la gente moriva in continuazione, senza cure, senza che qualcuno si occupasse di loro, per cui vi erano decessi in ogni casa ad ogni ora. Non c’erano né farmaci antivirali né camere di terapia intensiva… ” – Il Decamerone, difatti è composto dalle novelle dei fiorentini che in quarantena (oggi sono quattordici giorni), dovettero confrontarsi con la terribile pestilenza chiamata PESTE NERA.

Facendo un rapido riepilogo ricordiamo che si parla del 1346, quando, pare dal nord della Cina (sì, la Cina), si diffuse una malattia molto pericolosa, partita molto probabilmente dai ratti e dalle pulci e che con i ratti e le pulci proliferò, passando dalla Siria, approfittando delle invasioni mongole, per cui, in circa un anno (pur senza viaggi veloci come quelli attuali), giunse dapprima in Sicilia e a Genova, e poi si diffuse in tutta Europa. Questa malattia è stata battezzata “peste nera”.

Fu nel 1347 che colpì anche la città di Firenze, proprio nell’ultima fase e tutta la toscana fu devastata dalla pandemia. Ci dice ancora:

“In questi tempi di quarantena ho pensato che avrei potuto distrarre me stessa (ho settanta anni e i miei figli mi costringono affettuosamente a restare in casa più tempo possibile) e quanti vorranno ascoltarmi leggendo, non le boccaccesche storie del Decamerone, ma, di volta in volta, un racconto da uno dei miei libri che si trovano sia ebook sia in cartaceo, sul Web. Anche gratuiti.” –

Un’idea per essere presente senza causare danno.

Io la sto seguendo da Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto, restando a casa.

Buona visione.

Ciro Riemma.

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