Castelli (Bambino Gesù): “Tecnologia strategica nel recupero motorio dei piccoli pazienti”.

Roma – La tecnologia e l’innovazione sono di casa all’ospedale Bambino Gesu’ di Roma e sono utilizzati nel trattamento e nel recupero delle funzioni motorie nei bambini con disabilita’. Per capire meglio i vantaggi di questi macchinari di ultima generazione l’agenzia di stampa Dire ha raggiunto via skype il Professor Enrico Castelli, direttore del dipartimento di
Neuroriabilitazione intensiva e robotica dell’Opbg.
-Recuperare la funzionalita’ motoria di bambini con disabilita’ dovute a danni neurologici o congeniti attraverso le tecnologie piu’ innovative e’ realta’ all’ospedale Bambino Gesu’. Ci puo’ dire quali sono le macchine in dotazione e quali sono i reali vantaggi per i piccoli pazienti?
“Negli ultimi dieci anni la tecnologia ci ha consentito di mettere a disposizione dei piccoli pazienti con disabilita’ delle
tecnologie a supporto nel percorso di recupero motorio di questi bambini. Abbiamo in dotazione attrezzature per il recupero del cammino e per la facilitazione del controllo assiale cioe’ di capo, collo, bacino e robot per la riabilitazione della spalla,
del gomito, dell’avambraccio e della mano. E ancora siamo dotati di sistemi di realta’ virtuale per facilitare il controllo e la
coordinazione occhio-mano. I vantaggi sono tangibili in vari ambiti. Innanzitutto l’intervento riabilitativo robotico si
inserisce in un progetto riabilitativo del bambino piu’ ampio che e’ sempre personalizzato. Il robot non risolve di per se’ il
problema del piccolo paziente ma e’ uno strumento che nelle mani del riabilitatore da maggiore valore al trattamento. Basti
pensare alla motivazione del bambino, noi abbiamo pazienti che hanno disabilita’ derivanti da un danno perinatale cioe’ dalla nascita e quando crescono sono stanchi di fare riabilitazione e questo li rende demotivati. Al contrario la motivazione e’ importante per qualsiasi processo di apprendimento dunque mettere a disposizione dispositivi robotici serve soprattutto per recuperare la motivazione e fargli vivere questo tipo d’intervento come un gioco e’ il primo vantaggio di questi
sistemi”.
– A tal proposito veniamo a Hirob, il cavallo robotico che e’ solo l’ultimo macchinario entrato in dotazione nel nosocomio. A
cosa serve e il suo aspetto giocoso aiuta il bambino durante il trattamento?
“L’aspetto ludico e’ importante perche’ occupandoci di bambini l’intervento riabilittivo consente una visione giocosa del
trattamento altrimenti il bambino tanto piu’ e’ piccolo o tanto piu’ e’ compromesso, sotto l’aspetto neurologico, tanto piu’ non collabora. Il sistema Hirob e’ tutt’ora unico sul territorio nazionale. In sostanza il macchinario e’ in grado di replicare i
movimenti di un cavallo. Infatti e’ presente una sella sulla quale viene posizionato il bambino. In questo modo il paziente fa
ippoterapia ma in questo caso, a differenza di quella che si puo’ fare nei centri di ippoterpia, in questo modo il trattamento
risulta sicuro perche’ la sella e’ posta a livello del pavimento e poi essendo un robot consente di selezionare tutte le
variabili. E’ possibile decidere gli spostamenti nei vari piani, la velocita’, l’entita’ dello spostamento ed e’ possibile
lavorare su un solo piano invece che su tre piani contemporaneamente. In questo modo facilitiamo il bambino a
controllare la testa, il tronco e il bacino nonche’ la parte centrale del corpo incluso braccia e gambe. Quindi e’ importante
come punto di partenza per il controllo della stazione eretta dell’arto superiore”.
– Tra gli esoscheletri si annoverano il Lokomat e il Re-Walk, nomi difficili … In semplici parole quali movimenti aiutano a
replicare e quali risultati permettono di conseguire al piccolo paziente?
“Il Lokomat e’ un sistema robotico che si indossa e che viene adattato alle misure del bambino. In pratica sostiene, guida e
facilita il cammino del bambino sul tapis roulant che scorre in sintonia con i movimenti del bambino. Non c’e’ una alternativa a questi sistemi quando c’e’ un compromissione del cammino di una certa entita’ anche perche’ mettendo attorno al bambino piu’ terapisti e’ impossibile avere il controllo di un arto rispetto all’altro, mantenere la sincronia e il movimento. Solo un sistema robotico puo’ farlo e i risultati sono interessanti. Abbiamo pubblicato quest’anno uno studio in collaborazione con i colleghi dell’Istituto Medea Bosisio Parini che ha raccolto i dati di 183 bambini trattati con questo sistema e abbiamo appurati dei risultati significativi per quanto riguarda la velocita’ del
cammino, la lunghezza del passo, la sincronia tra i due lati e soprattutto l’endurance, la resistenza ossia per quanto tempo
riescono a camminare i bambini aumentando cosi’ la loro autonomia. Il sistema Re-Walk e’ un esoscheletroche si indossa ed
e’ utile per bambini ed adulti che hanno avuto una lesione del midollo spinale completa e che quindi hanno perso l’uso delle gambe. Sostituisce la funzione del cammino”.
– In periodo di lockdown avevamo parlato del servizio di teleassistenza attivato presso il centro da lei diretto, qual e’
il bilancio di questa esperienza ed e’ un servizio da potenziare secondo lei? “Durante il locckdown tuti i servizi del territorio sono rimasti chiusi e anche il nostro ospedale ha mantenuto solo i day hospital e alcuni ambulatori indispensabili. Per questo motivo tutti i genitori con un bambino con disabilta’ si sono trovati senza alcun riferimento sia per l’intervento riabilitativo che per richieste piu’ specifiche su terapie e farmaci. Per questo abbiamo attivato questo servizio telefonico per fornire indicazioni sia sugli aspetti farmacologici che per l’uso di
tutori. Ci hanno chiamato in molti e hanno apprezzato questo servizio che credo debba continuare in futuro anche se speriamo che l’infezione da Covid sia presto lasciata alle nostre spalle.
In ogni caso e’ importante rendere queste informazioni a portata dei genitori quando il problema sorge ed essere tempestivi per rispondere ad ogni richiesta alla famiglia di un bambino con disabilita'”.
Agenzia DiRE  www.dire.it
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