CASSINO – AQUINO Chiesto il rinvio a giudizio per l’automobilista che ha causato la morte di SIMONE FRATTINI.

CORREVA (A CENTO KM ALL’ORA) UBRIACO E IMBOTTITO DI “COCA”: CHIESTO
IL PROCESSO PER IL GIOVANE CHE HA CAUSATO LA MORTE DI SIMONE FRATTINI

La Procura di Cassino ha chiesto il rinvio a giudizio per il 22enne schiantatosi contro un albero
con l’auto dov’era trasportato l’amico: udienza preliminare il 11 dicembre

Omicidio stradalelesioni personali gravissime, guida in (pesante) stato di ebbrezza e sotto l’effetto di (più) sostanze stupefacenti. Sono pesanti i reati che, alla chiusura delle indagini preliminari, il Pubblico Ministero della Procura di Cassino, dott.ssa Chiara D’Orefice, ha contestato nella sua richiesta di rinvio a giudizio Gianmarco Di Sotto, l’oggi 22enne di Aquino, nel Frusinate, che il 17 aprile 2017 ha causato il tragico incidente in cui è deceduto Simone Frattini26 anni, anche lui di Aquino, ed è rimasto gravemente ferito un altro giovane. In relazione alla richiesta, il Giudice del Tribunale cassinate, con provvedimento del 3 ottobre, ha fissato l’udienza preliminare per l’11 dicembre 2018, alle ore 9.30.

Il sinistro è avvenuto nella tarda serata in via Valli, strada extraurbana secondaria locale, nel territorio di Aquino. Il gruppo di amici stava rientrando a casa – era il giorno di Pasquetta – a bordo della Peugeot 106 condotta da Di Sotto che procedeva in direzione Aquino-Piedimonte, quando il conducente ha perso il controllo della vettura che ha centrato a tutta velocità una quercia. Un impatto devastante che non ha lasciato scampo a Frattinimorto sul colpo, e ha ridotto in fin di vita M. S., l’altro passeggero: il 24enne, rimasto per giorni in prognosi riservata, alla fine è sopravvissuto ma ha riportato innumerevoli fratture e politraumi, soprattutto a livello toracico e polmonare. Di Sotto, che se l’è cavata con trenta giorni, è stato anche tratto in arresto perché gli esami a cui è stato sottoposto in ospedale, su richiesta dei Carabinieri di Aquino, intervenuti per i rilievi, avevano rilevato fin da subito la presenza di alcool e droga nel sangue. Circostanze confermate e ulteriormente dettagliate nella richiesta di rinvio a giudizio firmata il 16 febbraio scorso dal Sostituto Procuratore titolare del procedimento penale, dott.ssa Chiara D’Orefice.

Di Sotto deve rispondere in primis del reato ai sensi dell’art. 589 bis comma II e VIII del codice penale per aver “perso il controllo del veicolo e, uscendo dalla sede stradale, per essere andato a collidere contro un albero, così cagionando la morte del passeggero Frattini Simone, deceduto per politrauma della strada (trauma cranico) e arresto cardiocircolatorio irreversibile, e inoltre lesioni personali a M. S., per cui veniva giudicato in prognosi riservata con successivo scioglimento della prognosi in complessivi 95 giorni salvo complicazioni”. Una fuoriuscita occorsa “per colpa consistita in imprudenza, negligenza e imperizia alla guida nonché violazione delle norme sulla circolazione stradale, in particolare degli artt. 186, comma 2, lett. C, 187 comma I, 140, 141 comma I, II, III, 142 comma II, essendosi posto alla guida dell’autovettura Peugeot 106 in stato di ebbrezza alcolica e di alterazione psicofisica conseguente alla volontaria assunzione di bevande alcoliche nonché di sostanze stupefacenti, avendo percorso ad una velocità di circa 100 km/h (superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita pari a 50 km/h) via Valli (…), dopo aver oltrepassato l’incrocio con via Campitelli, in un tratto di strada costeggiato da alberi, non avendo adempiuto all’obbligo di commisurare la velocità alle caratteristiche, alle condizioni di illuminazione notturna e alla conformazione del luogo nonché alle prescrizioni imposte (limite di velocità di 50) e ai segnali di pericolo (segnale di strada deformata) che imponevano una riduzione di velocità e non avendo adempiuto all’obbligo di mantenere il controllo della propria autovettura e a quello di essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza”.

Il conducente è però imputato anche del reato ai sensi dell’art.186 comma 2 lett. C) del Decreto Legislativo 285/2992, “per aver condotto l’auto in stato di ebbrezza conseguente alla volontaria assunzione di bevande alcoliche, così come accertato dai sanitari del Pronto Soccorso dell’ospedale di Cassino nel test per la ricerca del dosaggio alcolemico, risultato pari a 1,89 g/l”: il limite è 0,5! Infine, Di Sotto dovrà rispondere anche del reato di cui all’art. 187 comma 1 del Decreto Legislativo 285/1992 “per aver circolato alla guida dell’autovettura in stato di alterazione psicofisica conseguente all’uso di sostanze stupefacenti di tipo cocaina e cannabinoidi, come risultato dal referto sanitario dell’ospedale di Cassino a seguito delle analisi”. Con l’ulteriore aggravante, sia per la guida in stato di ebbrezza sia per quella sotto l’effetto di stupefacenti, di aver provocato un sinistro stradale e aver commesso il fattonell’arco temporale compreso tra le 22 e le 7.

familiari di Simone Frattini, attraverso il consulente personale Angelo Novelli, per essere tutelati si sono affidati a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini, che ha già ottenuto per i propri assistiti un congruo risarcimento prima ancora che il processo abbia di fatto inizio. Ora però i suoi congiunti si aspettano una condanna esemplare sul fronte penale per il responsabile della morte del loro caro e che vengano applicate le norme: la legge sull’omicidio stradale, che era già entrata in vigore all’epoca del tragico schianto, con le aggravanti in questione prevede una pena compresa tra gli otto e i dodici anni.


Dott. Nicola De Rossi
Responsabile ufficio stampa

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