CARCERI. QUATTRO AGENTI DI POLIZIA AGGREDITI A REGINA COELI.

(DIRE) Roma, 4 mar. –  nel carcere romano di Regina Coeli, un detenuto con problemi psichiatrici ha colpito con un violento pugno al volto l’agente di sezione e si e’ poi avventato contro il collega accorso in suo aiuto, al momento sono entrambi presso il locale pronto soccorso. “Uno stillicidio insopportabile- afferma Angelo Urso segretario generale della UIL PA Polizia Penitenziari- nei confronti di poliziotti abbandonati a se stessi all’interno delle sezioni detentive e lasciati alla merce’ dei detenuti. Non esiste categoria nel mondo del lavoro, fatta eccezione della Polizia Penitenziaria, dove il rapporto utenza/operatori non e’ determinato; per noi il rapporto (quando va bene) e’ di un agente/ una sezione e se all’interno di essa ci sono 50, 100 o 150 detenuti questo non cambia”. A distanza di poche ore, nello stesso Istituto, vi e’ stata un’altra aggressione, all’interno dell’ufficio matricola, a seguito della quale altri due operatori di polizia penitenziaria sono dovuti ricorrere a cure mediche. “Appare oramai inarrestabile la deriva della sicurezza all’interno delle carceri- continua Urso- dove l’incolumita’ fisica dei colleghi sembra non interessare nessuno e dove nessuno si preoccupa di prevenire i rischi per la loro incolumita’ fisica” “Incomprensibile- continua la nota- anche la scelta di chiudere gli OPG, dove coloro che avevano problemi psichiatrici venivano gestiti da esperti in psichiatria presenti 24 ore su 24 e da personale che, seppure senza una formazione specifica, aveva comunque acquisito competenze particolari”. “Oggi quegli stessi detenuti- ribadisce la UIL- sono distribuiti in tutte le carceri dove non esiste un presidio psichiatrico costante e dove il personale non e’ nemmeno pronto e formato per gestire situazioni del genere e di conseguenza i disordini, gli eventi critici e le aggressioni ai danni della Polizia Penitenziaria sono frequenti”. “Bisogna mettere assolutamente mano nel sistema penitenziario- conclude Urso- ma guardando anche a chi nelle carceri ci lavora perche’ tutto cio’ dipende anche dal fatto che la Polizia Penitenziaria ha oggi un ruolo marginale nei processi decisionali e nella valutazione degli indirizzi relativi alla gestione delle carceri, ma soprattutto bisogna rivederne le modalita’ di espletamento della funzione che, nell’era digitale e tecnologica attuale, non puo’ certo essere quella odierna”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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