CARCERI. MORRA: IN COMMISSIONE ANTIMAFIA AUDIREMO BONAFEDE E DI MATTEO.

(DIRE) Roma, 11 mag. – La commissione parlamentare Antimafia sentira’ in audizione sia il ministro Alfonso Bonafede sia il consigliere Csm Nino Di Matteo, tra i quali si sono susseguiti botta e risposta sul caso della nomina del capo del Dap. Lo anuncia il presidente della Commissione Nicola Morra (M5s) durante la trasmissione “In mezz’ora in piu'” su Raitre. “Io credo- spiega Morra- che sia assolutamente possibile e, aggiungo doveroso, sentire sia il ministro, che ha gia’ anticipato la sua volonta’ di essere audito e quindi il ministro verra’ in commissione e sara’ audito da tutti i componenti della commissione a dimostrazione del fatto che non c’e’ nulla da nascondere, e sia il dottor Di Matteo perche’ e’ giusto che si chiarisca”. Il ministro, aggiunge il presidente, verra’ audito “presumibilmente anche questo giovedi’ se non ci sono problemi e la sua agenda lo consentira'”, mentre “Di Matteo quando sara’ possibile. Non conoscola sua agenda- precisa il parlamentare M5s- anche lui essendo al Csm ha degli impegni istituzionali”. Morra continua: “Probabilmente si dovranno chiarire sia il ministro sia il dottor di Matteo cui va la mia enorme stima per la storia professionale e per l’abnegazione con cui ha servito lo Stato in tutti questi decenni. Ma debbo anche dire che al ministro Bonafede noi dobbiamo anche ascrivere il merito per esempio dei trojan con cui si possono fare intercettazioni anche a telefono spento e che servono tantissimo alle Direzioni distrettuali Antimafia. Dobbiamo ringraziare il ministro anche per il 416-ter che e’ la riforma del voto di scambio politico-mafioso e dobbiamo ricordare l’anti-corruzione perche’ adesso la mafia opera soprattutto corrompendo e non intimidendo”. Comunque, conclude Morra, avendo lui appreso della vicenda della nomina al Dap “dai giornali e dalla trasmissioni Tv, “anche io ho tanta curiosita’ di capire che cosa sia successo, fermo restando, perche’ questo e’ un punto dolente che va chiarito, che se io sono il ministro di Grazia e giustizia e ho gia’ contezza di quelle intercettazioni secondo cui la nomina di Di Matteo sarebbe stata la fine per i mafiosi in carcere e chiamo il dottor di Matteo offrendogli la possibilita’ di scegliere, evidentemente io di tutto posso essere accusato tranne che di trattativa con la Mafia, perche’ altrimenti non avrei chiamato il dottor di Matteo per poi negargli una possibilita’ che precedentemente gli avevo offerto”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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