CARCERI. BONAFEDE: CALO DETENUTI PER MENO INGRESSI, ‘CURA ITALIA’ INCIDE POCO.

Ecco il nuovo Ministro della Giustizia

(DIRE) Roma, 14 mag. – “Si registra che alla data del 2 marzo 2020 (picco massimo) la popolazione carceraria era di 61.235 reclusi, mentre alla data del 12 maggio 2020 risultano in carico agli istituti di detenzione 53.524 persone, di cui 52.712 effettivamente presenti. Tale diminuzione e’ dovuta, principalmente, al calo notevolissimo di nuovi ingressi. In realta’, il Decreto Legge c.d. ‘Cura Italia’ ha avuto un’incidenza molto ridotta: si consideri, ad esempio, che, mentre l’applicazione della L. 199/2010 ha portato alla detenzione domiciliare di 2348 detenuti, l’applicazione dell’art. 123 ha comportato soltanto 903 persone alla detenzione domiciliare”. Lo dice il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, durante l’audizione in Commissione Giustizia alla Camera sulla situazione nelle carceri a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid 19 e sui recenti provvedimenti di scarcerazioni disposti dalla magistratura di sorveglianza. “E’ evidente- ha spiegato Bonafede– che la concentrazione di persone comporta un aumento del rischio di contagio. Per questo motivo, abbiamo ritenuto fosse necessario intervenire senza intaccare il principio della certezza della pena ma evitando al contempo una congestione delle presenze dovuta al possibile malfunzionamento delle leggi vigenti. Per tale ragione, il governo ha deciso di intervenire nell’ambito del perimetro normativo gia’ esistente (in particolare, quello della L. n. 199/2010), semplificandone l’applicazione. La strada intrapresa, dunque, ha inteso rendere maggiormente efficace l’impianto normativo gia’ esistente e disciplinato dalla L. 199/2010 attraverso l’art. 123 del Decreto Legge 18/2020, che concerne tutti i detenuti con un residuo di pena da scontare pari o inferiore a 18 mesi di reclusione. È importante sottolineare subito che, dall’applicazione dell’art. 123, sono esclusi i detenuti condannati per taluno dei delitti indicati dall’articolo 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354 e dagli articoli 572 e 612-bis del codice penale; i delinquenti abituali, professionali o per tendenza, i detenuti che sono sottoposti al regime di sorveglianza particolare, i detenuti che nell’ultimo anno siano stati sanzionati per alcune infrazioni disciplinari e i detenuti coinvolti nei disordini e nelle sommosse a far data dal 7 marzo 2020. La platea dei destinatari dell’art. 123 e’ dunque piu’ ristretta rispetto alla L. n. 199/2010 e, a fronte di un’attuazione piu’ agile, comporta un controllo di sicurezza maggiore grazie all’applicazione dei braccialetti elettronici, applicazione obbligatoria nel caso in cui la pena residua da scontare sia superiore a sei mesi”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

Visite totali:77
Print Friendly, PDF & Email

Potrebbero interessarti anche...