BILANCIO LAZIO. IL DEFR 2020-2022 È ALL’ESAME DELL’AULA.

Il Documento di economia e finanza regionale precede la manovra regionale di bilancio. Oggi c’è stata la discussione generale. Da lunedì l’esame dei 130 emendamenti.

Con la relazione dall’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, si è aperta la seduta del Consiglio regionale del Lazio, presieduto dal vicepresidente Devid Porrello (M5s), dedicata al Documento di economia e finanza regionale 2020 Anni 2020-2022 (Defr, Proposta di deliberazione consiliare n. 37 dell’8 novembre 2019). Dopo il parere favorevole della commissione Bilancio, il documento che ogni anno precede l’esame del bilancio di previsione e della legge di stabilità è adesso all’esame dell’Aula, con 130 emendamenti. Dopo la relazione di Sartore, i lavori dell’Aula sono proseguiti con l’intervento del presidente della commissione Bilancio, Fabio Refrigeri (Pd), e con la discussione generale. Al termine della replica di Sartore, il vicepresidente Porrello ha aggiornato la seduta a lunedì 2 dicembre alle 10,30. L’esame degli emendamenti al Defr sarà preceduto dal question time.

Quest’anno, ha precisato Sartore nel corso della sua relazione, il Defr è “più ampio nel contenuto”, rispetto a quanto prescritto dalle disposizioni in materia di contabilità, e “più ampio nelle finalità”, nonché “coerente e razionale”. Sartore ha ricordato i tre pilastri del Defr: una crescita basata soprattutto sull’economia sostenibile e sull’innovazione che rispetti l’ambiente e produca nuova occupazione; lotta alle diseguaglianze; efficientamento dell’amministrazione regionale e rigore nell’utilizzo delle risorse pubbliche. “Inoltre – ha proseguito Sartore – è stato inserito un addendum in cui – per motivi di trasparenza e di sostegno alla programmazione di medio lungo periodo – sono stati sintetizzati sia i processi di elaborazione e i principali contenuti dei piani e programmi adottati, approvati, sottoposti a valutazione ambientale strategica sia la struttura del modello macro-econometrico regionale adottato dalla Giunta del Lazio, per l’elaborazione degli scenari di breve-medio periodo”.

Fabio Refrigeri (Pd) ha ringraziato i colleghi che hanno partecipato alla commissione. “Credo – ha detto Refrigeri – che questo documento sia importante, perché parte da un assunto fondamentale: senza un elemento di raziocinio e di gestione corretta dei conti pubblici regionali, non si possono erogare servizi di qualità e non si possono garantire una serie di diritti nella nostra regione”. L’uscita dal commissariamento della sanità e la conseguente riduzione della pressione fiscale e i servizi sanitari ai cittadini sono stati tra i temi dominanti della discussione generale sul Defr. Valentina Corrado (M5s) ha esordito ricordando il calo demografico nel Lazio, e ha rimarcato l’aumento dell’esposizione debitoria della Regione, arrivata a 22,7 miliardi di euro alla fine del 2018. Daniele Giannini (Lega) ha espresso forti perplessità sul documento, evidenziando, tra l’altro, il ritardo nei pagamenti della programmazione europea e la fuga dei giovani verso altre regioni. PeStefano Parisi (Lazio 2018) sul quadro macroeconomico non ha inciso la Regione, bensì la domanda esterna, mentre con la nuovamente annunciata uscita dal commissariamento è necessario affrontare il grande tema della riduzione della pressione fiscale. Giuseppe Simeone (FI), presidente della commissione Sanità, ha parlato dell’affollamento dei pronto soccorso e dalle lunghe liste d’attesa, ricordando che spesso per una mammografia occorrono trecento giorni dalla prenotazione al Cup. Secondo Pasquale Ciacciarelli (FI), la nostra è una regione in cui ci sono province che viaggiano a velocità diverse, mentre nel Defr si parla poco del turismo. Per Giancarlo Righini (FdI), la presentazione di Zingaretti che apre il Defr è un’autocelebrazione di sette anni di governo. Massimiliano Maselli (FdI) ha posto l’accento sui forti ritardi nella realizzazione delle infrastrutture finanziate con i fondi europei e sulla bassa percentuale di realizzazioni. Anche Fabrizio Ghera (FdI) ha rimarcato che i cittadini non riescono ad avere servizi sanitari in tempi dignitosi e ha toccato il tema della delocalizzazione delle aziende che abbandonano il Lazio a favore di Lombardia e Veneto. Secondo Ghera, inoltre, il tema del lavoro non è trattato adeguatamente nel Defr.

Nella sua replica, l’assessore Sartore si è soffermata sul tema delle addizionali regionali. “Si è aperta la strada amministrativa, per l’uscita dal commissariamento, alla quale comunque seguirà il monitoraggio del piano di rientro – ha detto Sartore – Quindi, si porrà il problema dell’Irap e dell’addizionale regionale Irpef, quella aumentata automaticamente (a causa del piano di rientro dal disavanzo sanitario, ndr). Vogliamo restituire ai cittadini o immettere tali risorse nei servizi? La legge lo consente. Questo è il rebus tipico delle scelte pubbliche”. E a proposito di servizi, Sartore ha ricordato che il trasporto pubblico locale vale oltre 900 milioni di euro nel bilancio regionale, ma che dallo Stato ne arrivano solo 540. Sartore ha detto che comunque “non è vero che c’è l’aliquota più alta, perché per due milioni di contribuenti è inesistente e 500mila contribuenti la pagano in forma ridotta, grazie al fondo esenzioni”. Sartore ha infine ricordato che tra addizionale Irpef e Irap le esenzioni per il prossimo anno ammontano a 373 milioni di euro.

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