Bilancio di previsione al comune di Aquino, dichiarazione punto 5 o.d.g. del Consiglio Comunale del 08.agosto.2011.

Non c’è dubbio che ogni discussione sui passaggi di bilancio compiuti da questa amministrazione hanno rivestito, nel corso degli ultimi anni, un significato politico oltre che tecnico.
Tuttavia è sempre difficile fare una discussione serena, perché il Sindaco e la maggioranza non affrontano questi passaggi come se fossero una mera verifica contabile, tra gli impegni assunti e quanto concretamente realizzato.

Questo accade perché la politica di bilancio è stata posta da Sindaco e Giunta come il tema centrale dell’attività amministrativa in questa consiliatura.

Tutto l’agire politico dell’attuale amministrazione è ruotato, infatti, intorno ad un elementare teorema.

Per colpa di tutto il mondo, fatta eccezione per Antonino Grincia che è stato eletto nel 75, dal 1980 al 1990 ha ricoperto l’incarico di vicesindaco e dal 1990 ad oggi tranne per una brevissima parentesi di quasi 2 anni governati dal suo attuale delegato al bilancio, è stato ininterrottamente Sindaco di Aquino, l’attività complessiva dell’ente è paralizzata, e tutti gli sforzi politico-amministrativi sono finalizzati al risanamento delle casse comunali.

Dopo aver visionato attentamente questo bilancio di previsione è il caso di dire che tutti gli sforzi sono risultati vani.

Il Bilancio del Comune di Aquino mostra preoccupanti elementi di debolezza, ma soprattutto di rigidità strutturale che sono, ovviamente, conseguenti alla scellerate scelte amministrative di un Sindaco decimato nei numeri, senza coraggio e senza volontà, incompetente a livello amministrativo, che amministra con grandissima sofferenza e fortemente criticato oltre che dall’opinione pubblica, soprattutto nel suo interno.

Nessuno lavoro pubblico programmato per il 2011. Negli ultimi anni gli unici progetti di investimento sono stati sostenuti da fonti di finanziamento straordinari o “una tantum” che, probabilmente, non si ripeteranno. Di ristrutturazione urbana neppure a parlarne. E’ chiaro che esaurite le forme di finanziamento una tantum, anziché contenere realmente la spesa, specie nell’allegra partecipazione all’Unione Cinquecittà, per poter sopravvivere Grincia e compagni hanno aumentato, ulteriormente, la pressione fiscale. In particolare, quest’anno, con l’inasprimento della Tarsu (il cui prelievo, in violazione della norma di legge, come certificato supera il gettito reale del 100% ) fa diventare Aquino uno dei Comuni della Provincia di Frosinone dove su tutti i principali tributi e tariffe i livelli di aliquota sono al massimo o superiori al massimo consentito dalla legge.

Il Comune ha, tra l’altro come al solito, fatto anche largo uso di forme di finanza creativa: gestioni separate di contabilità grazie a fittizie esternalizzazioni, ed ha fatto e continua a fare largo uso di altre forme di entrata con effetti futuri, a mio avviso, preoccupanti.

Ha aumentato, oltre il massimo, tutti i servizi a domanda individuale (Retta Scuola Materna, Trasporto, ecc) proprio nell’anno in cui aumentava la Tassa sui Rifiuti di oltre il 300%. In tre anni questa amministrazione è stata capace di far diventare questo balzello l’unica fonte strutturale di finanziamento della voce entrata. E questa è una vergogna. Come è vergognoso che nonostante tutto questo assalto alle tasche degli aquinati l’amministrazione non è stata in grado di restituire loro un minimo di servizi decenti a partire da un Progetto serio che introduca la Raccolta differenziata. Anzi a tal proposito vi scaricate addosso insulti e responsabilità.

A mio avviso, il carico eccessivo di questa tassazione solleva gravi problemi di trasparenza delle scelte pubbliche. Sono prelievi fortemente regressivi rispetto al reddito, adottati non con la trasparenza delle procedure fiscali.

La spesa corrente, sinceramente, a me continua ad apparire senza controllo. Non siete riusciti a contenere le spese amministrative (specie quelle del contenzioso) producendo, di fatto, l’ulteriore effetto di comprimere le risorse destinate alla polizia locale, alla cultura, alla viabilità, fino ad intaccare la spesa sociale. E’ questo è il danno maggiore che una amministrazione può fare alla Città che governa.

Sono, cioè, aumentate le risorse assorbite dalle spese di funzionamento dell’Ente, mentre sono diminuite quelle destinate a migliorare quantitativamente e qualitativamente i servizi per la collettività. La pressione pro-capite è aumentata, la pressione fiscale è molto più alta anche rispetto a grandi Città.

Nessuna traccia, nonostante le nostre continue e pressanti sollecitazioni, nei regolamenti applicativi, di forme di sgravio per chi ha maggiore ed accertato bisogno o per chi vive situazioni di grave disagio. Questo, è a mio modesto parere, un atteggiamento regressivo, cosa che rende la politica fiscale del Comune censurabile sul piano dell’equità.

In una parola non sono previste agevolazioni di nessuna natura.

Per concludere: Aquino è più povero, tenta di vendere il suo patrimonio, anche se la giunta dichiara il contrario (l’esempio lampante è la Scuola di Filetti), e continua a mortificare e sacrificare il suo territorio e, cosa ancor più grave, i cittadini.

Gli aquinati pagano – sia rispetto al passato che rispetto agli altri Comuni del circondario – più tasse e tariffe più elevate rispetto alla norma, e proporzionalmente di più i cittadini meno abbienti.

La spesa del Comune è più rigida e cresce in maniera inusitata. Essa è sempre più impiegata nel funzionamento dell’inutile Unione Cinquecittà, di cui si continuano a nascondere i bilanci, mentre sempre meno risorse sono disponibili per i servizi destinati ai cittadini e per gli investimenti utili alla crescita ed allo sviluppo del territorio.

Non ci spaventa, anzi siamo orgogliosi di votare contro questo strumento fasullo e farlocco.

Per fortuna non ne faranno ancora molti perché manca un anno e mezzo alla fine della peggiore consiliatura e del peggiore Sindaco di tutti i tempi.    

   Il Capogruppo “Aquino nel cuore”

                                                                      (Cons. Com. dott. Libero Mazzaroppi)

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