–BANCHE. VISCO: MASSIMO IMPEGNO, PERDITE DOLOROSE PER RISPARMIATORI.

(DIRE) Roma, 19 dic. – “Abbiamo agito con il massimo impegno e nell’esclusivo interesse del Paese”. Lo dice il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso dell’audizione in commissione di inchiesta sul sistema bancario. “Abbiamo affrontato molte difficolta’, riuscendo a superarne tante nei limiti delle nostre competenze e del nostro mandato. Le perdite sopportate dai risparmiatori nei casi in cui non e’ stato possibile risolvere altrimenti le crisi sono state diffuse e dolorose. È questa una spinta a cercare di migliorare la nostra azione in ogni modo possibile”, sottolinea.

“A determinare l’evoluzione del sistema finanziario italiano non e’ stata una vigilanza disattenta ma la peggiore crisi economica nella storia del nostro paese. La mala gestio di alcune banche, comunque, c’e’ stata e l’abbiamo piu’ volte sottolineato; le gravissime condizioni dell’economia hanno fatto esplodere le situazioni patologiche”. Lo dice il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso dell’audizione in commissione di inchiesta sul sistema bancario.

“Nell’opinione di alcuni la Banca d’Italia avrebbe sempre detto che “andava tutto bene” e avrebbe sottovalutato la situazione quando con la seconda recessione, innescata nel 2011 dalla crisi dei debiti sovrani, una nuova ondata di deterioramento della qualita’ dei crediti si e’ aggiunta a quella sopportata dalle banche nel triennio precedente. Non e’ vero”.
“Nelle mie prime ‘Considerazioni finali’, quelle del 2012, avvertivo che il sistema creditizio stava subendo i contraccolpi di due forti recessioni in tre anni e che la qualita’ del credito stava peggiorando. L’anno successivo segnalavo che non andavano sottovalutati i timori degli analisti sulla solidita’ dei bilanci delle banche italiane”, ricorda. Il governatore sottolineava “il rischio che tra le banche italiane potessero emergere situazioni problematiche”.
Nel 2014, prosegue il numero uno di Bankitalia, “riferivo di 17 nuovi casi di difficolta’ emersi dall’inizio del 2013, spesso associati con debolezze dei sistemi di governo societario e con episodi di mala gestio; ricordavo che, dal 2009, 10 intermediari erano stati posti direttamente in liquidazione e 55 in amministrazione straordinaria e che nel corso delle 340 verifiche ispettive condotte nel biennio precedente su banche a cui faceva capo l’80 per cento del totale dei fondi intermediati erano emerse, in 45 casi, irregolarita’ di possibile rilievo penale, tempestivamente portate a conoscenza dell’autorita’ giudiziaria”, conclude.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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