BANCHE E ASSICURAZIONI Good bank, altri 422 milioni per tornare redditizie.

banca etruria(Elena Filippi) 

Una ristrutturazione da 422 milioni di euro per il rilancio delle quattro good bank, che saranno poi scontati dai rispettivi prezzi di vendita. È quanto è emerso da un’analisi condotta da Deloitte, Bdo e Kpmg sulle attività e passività dei quattro istituti di credito che ha “evidenziato rettifiche negative legate alla valutazione della redditività prospettica degli enti ponte, che hanno comportato un aumento di 392 milioni del deficit di cessione”.

Le società di consulenza hanno stimato che per riportare le banche alla redditività sarà necessario “affrontare dei costi per tornare a essere attrattivi sul mercato”. Tra oneri legati ai possibili esuberi, la razionalizzazione delle filiali e altro servirebbero 422 milioni complessivi. Una somma a cui si possono sottrarre circa 30 milioni, che possono essere messi dal Fondo in quanto al momento disponibili. Nel dettaglio, la somma prevede 210 milioni a Banca Marche, 110 milioni a Banca Etruria e oltre 40 milioni a testa per Carife e Carichieti.

Mentre la nuova e definitiva valutazione del valore dei circa 2 miliardi di sofferenze delle quattro banche salvate, cedute alla bad bank Rev, ha alzato al 31% dal 25% il valore dei crediti coperti da un collaterale a garanzia, come un bene immobile o una garanzia personale, mentre i crediti in sofferenza non garantiti sono stati valutati peggio, al 7,3% dal precedente 8%.

Gli oneri connessi al salvataggio delle quattro good bank hanno già pesato molto sul bilancio del Fondo nazionale di risoluzione, che ha evidenziato una perdita nel 2015 di oltre 2 miliardi di euro. Secondo il rendiconto, la perdita è stata precisamente di 2,157 miliardi, determinata dagli interventi posti in essere per la copertura del deficit residuo di cessione delle quattro banche ponte (2,139 miliardi) e dagli oneri connessi alla operazioni di finanziamento (18 milioni).

Il sistema bancario lo scorso anno ha contribuito per 2,35 miliardi al Fondo di risoluzione, di cui 588 milioni come contributo ordinario e con tre annualità straordinarie. Se con la cessione delle quattro good bank e delle attività di Rev il Fondo non riuscisse a ripianare la perdita, le banche potrebbero essere chiamate a un maggiore contributo con un possibile incremento di circa il 25% rispetto alla quota 2015, con la quota annuale complessiva che salirebbe quindi attorno a 735 milioni di euro.

In questi giorni stanno arrivando alle banche le comunicazioni con le nuove richieste di contribuzione che tengono conto sia del nuovo orizzonte temporale di otto anziché dieci anni per costituire la dotazione a regime, sia di nuovi criteri di ripartizione delle quote che considerano anche i rischi di ciascun intermediario.

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