AVVOCATI D’ITALIA FANNO FUNERALE: È PARALISI, IL GOVERNO METTA I SOLDI.

GALLETTI: ASSUMERE PERSONALE E INFORMATIZZARE CANCELLERIE PER RIPARTENZA SICURA

Roma – Soldi per le assunzioni e provvedimenti
normativi. Sono le richieste al governo degli avvocati d’Italia
che questa mattina hanno inscenato i funerali della giustizia
sotto la Corte di Cassazione. Un centinaio di legali hanno
protestato sulla scalinata del Palazzaccio, tricolore in mano,
toga indosso e con bene in vista il cartello funebre ‘Si e’
spenta la giustizia. E’ morta la tutela dei diritti e delle
liberta’ di milioni di cittadini. Ne danno il triste annuncio gli
avvocati d’Italia. Uccisa dall’inerzia del Governo, che l’ha
relegata in fondo alle sue priorita”.
“Di fatto c’e’ una paralisi della giustizia italiana, basta
chiedere a chi ha avuto un’udienza da marzo fino ad oggi a quando
e’ stata rinviata quell’udienza- ha spiegato Antonino Galletti,
presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma- Noi avvocati non
ci inventiamo nulla, i nostri studi sono piccoli presidi di
legalita’ sul territorio e li’ i cittadini sfogano il loro
malcontento verso un sistema che non funziona. Le udienze vengono
rinviate a distanza di mesi se non di anni e questo e’
inaccettabile in uno stato di diritto”.
“Io non posso difenderti” hanno urlato attraverso uno
striscione gli avvocati che, per simboleggiare il funerale, hanno
trasportato a mo’ di bara dall’interno della sede della
Cassazione fino a sotto la scalinata un armadio in legno con
rappresentata al centro una bilancia, simbolo della giustizia.
“Chiediamo al Governo un piano straordinario di risorse per la
messa in sicurezza degli uffici giudiziari, in vista di cio’ che
avverra’ a settembre, e strumenti giuridici che diano certezza
sul fatto che l’uso di modalita’ alternative di svolgimento delle
attivita’ giudiziarie non interferisca con la giustizia, perche’
l’udienza da remoto non puo’ essere fatta su tutto- ha spiegato
Giovanni Malinconico coordinatore dell’organismo congressuale
Forense, organo di rappresentanza politica dell’Avvocatura-
Inoltre, chiediamo che tutto il sistema giustizia sia oggetto di
un tavolo straordinario che guardi in modo strategico al futuro”.
Per Antonino Galletti bisogna “mettere sul piatto della
bilancia i denari per fare le assunzioni e informatizzare le
cancellerie. C’e’ un rischio di sicurezza ed era necessario
bisogna da marzo per prepararsi per la ripartenza. Non e’ stato
fatto e siamo costretti a rincorrere. Confidiamo nel fatto che si
utilizzi il periodo estivo per provvedere alle assunzioni e a
dotare il personale di strumenti informatici adeguati in modo che
a settembre si possa ripartire in sicurezza”.
Il dialogo col ministro Bonafede non si e’ mai interrotto “ma
non condividiamo la modalita’ minima, su singoli problemi, con
cui vengono affrontate le questioni. Non si tratta di riforme ma
di intervenire in modo adeguato- ha concluso Malinconico- Anche
l’anticipazione all’1 luglio di una maggiore ripresa rischia di
produrre, per problemi tecnici, piu’ rinvii”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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