AUTONOMIA. COSTA: CESSIONI COMPETENZE AMBIENTE SECONDO COSTITUZIONE.

NUMEROSI FENOMENI TRASCENDONO CONFINI REGIONALI, VIA E SIN A STATO (DIRE) Roma, 11 lug. – La trattativa sull’autonomia regionale ancora in corso e’ “fin qui culminata in un testo che reca i conferimenti di funzioni normative e amministrative sui quali vi e’ l’assenso del ministero” pero’ “numerosi fenomeni ambientali trascendono i confini delle Regioni e non si prestano ad essere gestiti da queste ultime”, quindi nella bozza dell’intesa alle Regioni sono state “allocate funzioni, ma nel rispetto della Costituzione nel principio di sussidiarieta'” e “nel rispetto delle allocazioni statali”. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa lo dice in audizione alla Commissione bicamerale per gli Affari regionali nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul processo di attuazione del ‘regionalismo differenziato’, le autonomie regionali all’esame del governo. La disposizione per l’autonomia differenziata “mira a riconoscere un potere di iniziativa qualificata” alle Regioni “su temi di competenza dello Stato”, con “un potere di impulso su materie che pur di competenza statale sono di interesse regionale”, spiega Costa, ma con “un principio di cedevolezza concretamente attuato nei termini dati, cedevolezza alle norme statali”. Ad esempio per quel che concerne le bonifiche e il potere di qualificare quali siti siano Siti di interesse nazionale (SIN), la facolta’ di stabilire “se effettivamente sono di intera competenza regionale”, il ministro parla di “un potere che il ministero intende conservare perche’ il tema e’ ultraregionale, con una verifica che spetta a ministero quale istituto tecnico”.

Per quel che riguarda il “diniego del trasferimento delle funzioni di Valuitazione di impatto ambientale” (VIA), prosegue il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, “non e’ una scelta politica ma tecnica”. Infatti “in base all’art. 118 Costituzione l’assoggettamento della VIA alla competenza regionale richiede la dimostrazione caso per caso dell’insussistenza di esigenze unitarie di livello statale. Solo in tale ipotesi, caso per caso, la cessione potrebbe ritenersi costituzionalmente corretta sulla base dei principi di sussidarieta’, adeguateza e differenziazione”. Tale condizione, pero’, “non risulta in alcun modo soddisfatta da richieste che si limtano a richiedere genericamente la competenza regionale”, sottolinea Costa. Il tema e’ delicato, perche’ se la competenza fosse esclusivamente regionale, un’azienda a cavallo di piu’ regioni potrebbe decidere di realizzare gli impianti in una regione dove pensa di avere una VIA piu’ favorevole, con l’impatto che resterebbe comunque multiregionale e nazionale.Sul fronte della cessione delle competenze sulla VIA vi sono poi “richieste che sono risultate carenti nella dimostrazione circa l’adeguatezza del livello regionale per le valutazioni”, dice il ministro. Cio’ detto, “e’ chiaro che abbiamo fatto una valutazione, a inizio della trattazione, della negoziazione, di tipo costituzionale, asciutto, in base alla giurisprudenza costituzionale”, spiega Costa, “abbiamo aperto la negoziazione anche con la Commissione europea, visto che la normativa ambientale e’ di derivazione europea, vi sono dei paletti, un caso evidente sono sono emissioni in atmosfera”, pero’ “non c’e’ una ‘vis colorata’ ma una valutazioni tecnicistica dal punto di vista giuridico”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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