Arpino: Interrogazione Iafrate a Rea.

Al Sig. Sindaco di Arpino

Avv. Renato Rea

Oggetto: Interrogazione a risposta scritta.

Lo scrivente Mauro Iafrate, Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale, in rifermento alla Deliberazione di Giunta Comunale n. 118 del 02.07.2019 ad oggetto “ Rinnovo autorizzazione a prestare attività lavorativa presso il Comune di Casalattico, ai sensi dell’art. 1 c. 557 della L. 311/2004 interroga la S.V. su quanto segue:

  1. Secondo quali criteri si è deciso di rinnovare l’autorizzazione di cui in premessa nonostante l’Ufficio Tecnico Comunale, strategico per il Comune, sia in una situazione talmente complessa da far si che il Comune di Arpino sia costretto ad utilizzare personale esterno per far fronte all’enorme mole di lavoro inevaso.

  2. Se risponde al vero che erano pervenute altre richieste di utilizzo per altri dipendenti comunali ai sensi dell’art. 1 c. 557 della L. 311/2004 da altri enti e per quali motivazioni non sono state concesse le autorizzazioni ai dipendenti oggetto di richiesta.

  3. Se risponde al vero che non è stata autorizzata una richiesta di utilizzo per una dipendente comunale ai sensi dell’art. 92 c. 1 del D.LGS. 267/2000, causando un grave nocumento alla stessa dipendente impiegata dal Comune di Arpino con contratto part time a 24 ore settimanali, impedendole di fatto il completamento orario in altro ente e per quali motivazioni non è stata concessa l’autorizzazione oggetto di richiesta.

Se quanto asserito dallo scrivente ai punti 2 e 3 rispondesse al vero, apparrebbe poco chiara la ratio delle scelte autorizzative e dei diniego effettuati, tanto da far nascere il sospetto che l’unica motivazione di tali decisioni possa essere l’ente che aveva effettuato le richieste, forse poco gradito alla S. V. Se così fosse, sembrerebbe allo scrivente una sorta di accanimento nei confronti dell’ente che aveva effettuato le richieste, ma di riflesso sarebbe una sorta di accanimento nei confronti dei dipendenti per i quali non è stata concessa l’autorizzazione ai sensi dell’art. 1 c. 557 della L. 311/2004, in quanto si è preclusa loro l’opportunità, peraltro prevista dalla normativa vigente, di effettuare lavoro extra orario da quello effettuato presso il Comune di Arpino, e quindi di percepire compensi aggiuntivi interamente a carico dell’ente richiedente. Tuttavia appare ancor più grave la mancata concessione dell’autorizzazione ai sensi dell’art. 92 c. 1 del D.LGS. 267/2000, in quanto in questo modo, forse solo per una ripicca (bisognerebbe capire a questo punto se nei confronti dell’ente richiedente o se addirittura nei confronti della dipendente stessa) si nega un completamento orario ad una dipendente con contratto part time, impedendole di fatto di percepire la differenza stipendiale che sarebbe stata interamente a carico dell’ente richiedente senza ulteriori oneri per le casse comunali.

Alla luce di quanto sopra si chiede di conoscere tutte le motivazioni che hanno portato all’assunzione di decisioni ondivaghe e penalizzanti per alcuni dipendenti del Comune di Arpino.

Si attende risposta scritta a quanto su richiesto.

Distinti saluti.

Arpino, 11/07/2019

Mauro Iafrate

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