ARPINO – Ex scuola in vendita, dubbi e sospetti.

Resta puntata sull’ex scuola di Collecarino la lente di ingrandimento. A posizionarla sull’immobile comunale che l’amministrazione del sindaco Rea e compagni ha cercato di vendere tramite un’agenzia immobiliare al prezzo di 100mila euro (più 15mila per la manutenzione dell’attiguo Monumento ai Caduti), è l’intera opposizione. Mauro Iafrate, Rachele Martino, Fabio Forte e Gianluca Quadrini hanno infatti formalizzato un’interrogazione a risposta scritta nella quale da una parte ripercorrono l’iter amministrativo, dall’altra pongono alcune domande che sulla incerta vicenda aprono dubbi e sospetti.
Con una accurata ricostruzione dei documenti, citando delibere di giunta e determinazioni del settore competente, l’opposizione mette l’accento su alcune ‘anomalie’ dell’incartamento: i prezzi che cambiano da un atto all’altro, l’immobile che ad un certo punto risulta venduto, il cambio di destinazione d’uso, contratti preliminari con versamento della caparra (10mila euro) e soprattutto la messa in vendita da parte di sconosciuti, tramite un’agenzia immobiliare diversa da quella cui era stata affidata la cessione ad un prezzo maggiore rispetto a quello stabilito dalla giunta dopo l’offerta di un privato. Speculazione su un immobile pubblico? Il Comune sapeva? Non è chiaro. In attesa delle risposte occorre soffermarsi anche su un altro aspetto della vicenda, tutto legato alle esigenze di bilancio. Con i 100mila euro solo promessi, l’amministrazione Rea ha chiuso l’esercizio finanziario 2018. Incassata la caparra (10mila euro a marzo 2019), l’Ente avrebbe dovuto riscuotere i restanti 90mila entro il 31 dicembre scorso.
Ecco quindi i quesiti posti dalla minoranza:
– Alla data del 31 12 2019 sono stati incassati i 90mila euro pattuiti? In caso ciò non fosse avvenuto quali azioni ha avviato o intende avviare l’amministrazione civica?
– Nel periodo risalente all’estate 2019 l’immobile era ancora di proprietà comunale? E in caso affermativo come è possibile che fosse posto in vendita, peraltro ad un prezzo superiore rispetto a quello fissato tra Ente e privato? L’amministrazione ne era a conoscenza? E in questo caso quali azioni ha posto in essere?
– L’eventuale mancata corresponsione del saldo (90.000 euro) entro il 31 12 2019 come da delibera di giunta n. 150 del 24 settembre 2019, pregiudica i conti del Comune?
Ufficio stampa
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