Arenare (Sindacato Sinlai):” fermiamo le morti sui posti di lavoro”.

“Solarino in provincia di Siracusa, San Foca di  San Quirino in Provincia di Pordenone, Bragno in provincia di Savona, Campagna in Provincia di Salerno, Pieve di Bono in provincia di Trento, Milano; queste sono solo alcune delle città in cui ci sono stati incidenti sul lavoro dall’inizio di ottobre, quindi solo in 4 giorni, di cui alcuni molto gravi. Senza dimenticare la tragedia avvenuta alla FCA di Cassino. È una vera e propria strage e non si può far più finta di nulla.” A parlare è il segretario nazionale del Sinlai Valerio Arenare. ” Nel primo semestre del 2019 sono stati denunciati 482 infortuni mortali sul lavoro, il peggior dato dal 2016,quando iniziano i bollettini trimestrali Inail consultabili. Nel 2016 infatti le denunce erano state 461, saliti poi a 473 nel 2017 e leggermente calati a 469 nel 2018.
Guardando ai dati annuali, il 2018 è stato l’anno peggiore degli ultimi tre. Se, infatti, il 2016 si era chiuso con 1.018 vittime e il 2017 con 1.029, nel 2018 si è arrivati a 1.133 morti sul lavoro.
Il 2019 rischia, guardando i numeri del primo semestre, di stabilire il nuovo record degli ultimi anni. Sono numeri impressionanti, e ricordiamo che molti incidenti non vengono denunciati sopratutto in edilizia ed agricoltura perché trattasi di lavoratori in nero o precari. Sono mesi che denunciamo questa situazione, ma sembra non interessare a nessuno. I sindacati maggiormente rappresentativi si limitano a fare due ore di sciopero e qualche comunicato stampa, al limite qualche convegno. I politici si limitano al telegramma di condoglianze e alla presenza ai funerali; noi, invece, ci preoccupiamo che non ci siano più morti. Mancanza di formazione dei lavoratori, mancanza di attrezzature idonee, macchinari usurati e mal funzionanti, mancanza di responsabili della sicurezza formati, mancanza di controlli, orari massacranti, norme da rivedere; alcune delle principali cause degli incidenti sul lavoro su cui si può e si deve intervenire. Lunedi ricorderemo i lavoratori morti con la deposizione di fiori a piazza dei caduti del lavoro a Roma, ma non ci fermeremo alla commemorazione.  A brevissimo avvieremo azioni ed iniziative affinché la situazione migliori e, sopratutto, affinché nessuna famiglia debba più piangere un familiare caduto sul posto di lavoro. Il lavoro è vita, non morte!”

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