ArcelorMittal choc: “Addio all’ex Ilva, ci ritiriamo”.

di Roberto Antonini

La multinazionale attribuisce la decisione alla caduta dello scudo penale voluta dal Parlamento italiano e “ai provvedimenti dei giudici di Taranto”.

Arcelormittal esce dalla partita. La multinazionale ha annunciato, a sorpresa, la volontà di rescindere il contratto per l’acquisizione delle attività dell’ex Ilva. La responsabilità viene attribuita alla decisione del Parlamento di far cadere lo scudo penale e ai provvedimenti dei giudici di Taranto. 

LA LETTERA

AM InvestCo Italy ha inviato oggi ai Commissari straordinari di Ilva una comunicazione di recesso dal contratto o risoluzione dello stesso per l’affitto e il successivo acquisto condizionato dei rami d’azienda di Ilva S.p.A. e di alcune sue controllate, a cui è stata data esecuzione il 31 ottobre 2018″. Così una nota AM InvestCo Italy.

“In conformità con il contenuto del contratto”, ArcelorMittal ha chiesto ai Commissari straordinari “di assumersi la responsabilità per le operazioni e i dipendenti entro 30 giorni dalla loro ricezione” della comunicazione circa la volontà di procedere al “recesso o risoluzione” del contratto per l’affitto e il successivo acquisto condizionato dei rami d’azienda di Ilva e di alcune sue controllate, a cui è stata data esecuzione il 31 ottobre 2018.

Il Contratto per l’affitto e il successivo acquisto condizionato dei rami d’azienda di Ilva e di alcune sue controllate “prevede che, nel caso in cui un nuovo provvedimento legislativo incida sul piano ambientale dello stabilimento di Taranto in misura tale da rendere impossibile la sua gestione o l’attuazione del piano industriale”. AM InvestCo Italy, la società veicolo costituita da Arcelor Mittal, quindi, “ha il diritto contrattuale di recedere dallo stesso Contratto”. Ciò detto, “con effetto dal 3 novembre 2019, il Parlamento italiano ha eliminato la protezione legale necessaria alla Società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificando così la comunicazione di recesso”.

“I provvedimenti emessi dal Tribunale penale di Taranto obbligano i Commissari straordinari di Ilva a completare talune prescrizioni entro il 13 dicembre 2019 – termine che gli stessi Commissari hanno ritenuto impossibile da rispettare – pena lo spegnimento dell’altoforno numero 2. Tali prescrizioni dovrebbero ragionevolmente e prudenzialmente essere applicate anche ad altri due altiforni dello stabilimento di Taranto. Lo spegnimento renderebbe impossibile per la Società attuare il suo piano industriale, gestire lo stabilimento di Taranto e, in generale, eseguire il Contratto”, scrivono ancora.

IL VERTICE

Alle 15 e 30 vertice straordinario sull’ex Ilva al ministero dello Sviluppo economico, dopo l’annuncio di ArcelorMittal. A quanto si apprende, al vertice hanno partecipato il padrone di casa Stefano Patuanelli, il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, quello all’Ambiente Sergio Costa e il titolare della Salute Roberto Speranza.

Il Governo non consentira’ la chiusura dell’Ilva. Non esistono presupposti giuridici per il recesso del contratto. Convocheremo immediatamente Mittal a Roma”. Cosi fonti al tavolo tra i ministri Patuanelli, Provenzano, Speranza, Catalfo, Costa in corso allo Sviluppo economico.

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha convocato per questo pomeriggio a Palazzo Chigi una riunione con il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli sull’ex Ilva.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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