ANPCI – proposta emendamenti.

Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo e che anche quando non ci sei

resta ad aspettarti. (Cesare Pavese)

Disposizioni concernenti la semplificazione dell’attività amministrativa dei piccoli comuni:

Comma 1: Al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, “Testo unico delle leggi sull’ ordinamento degli enti locali” sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’art. 151, il comma 6 è abrogato e sostituito dal presente “6. Gli enti locali con popolazione fino a 5.000 abitanti non sono tenuti a predisporre il Documento unico di programmazione”.

Motivazioni: Il DUP è uno strumento inutile, complicato e lontano dalla realtà dei piccoli comuni sino a 5000 abitanti, comuni che ormai non hanno più alcuna autonomia finanziaria per programmare sia per la carenza di risorse in generale (ridotte da anni di spending review), sia di risorse autonome, dato che da quest’anno le entrate proprie, a causa eliminazione IMU e TASI, sono diventate risorse derivate.

Comma 2: All’art.53 c.6 D.lgs. 30 Marzo 2001 n.165 è aggiunto, infine, il seguente: “f-ter) dalla partecipazione a commissioni, comitati ed organismi di altre pubbliche amministrazioni”

Motivazioni: La proposta emendativa tende ad agevolare lo scambio e l’utilizzo di personale da parte delle pubbliche amministrazioni per la costituzione di organismi previsti dalla legge, quali, a titolo esemplificativo, commissioni di concorso, di gara, organismi di valutazione, riducendo così i tempi di costituzione degli stessi e i connessi adempimenti burocratici. Ciò anche in considerazione del fatto che la partecipazione agli stessi, come già sottolineato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica – nell’atto denominato “Criteri generali in materia di incarichi vietati ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche” comportando impegni temporali ordinariamente contenuti e non suscettibili di determinare, stante l’unicità dei compiti assegnati all’organo, conflitti di interesse ed incompatibilità, non può ricondursi ai canoni dell’abitualità e professionalità. L’accelerazione dei processi di nomina favorisce, peraltro, la riduzione degli oneri connessi a tali attività e garantisce la presenza, in tali organismi, di soggetti con specifica competenza e professionalità.

Comma 3: Gli articoli 4 e 4 bis del dec. Leg.vo 6 settembre 2011, n. 149 sono soppressi.

Motivazioni: relazione di inizio e fine mandato perfettamente inutili dato che dal sito amministrazione trasparente il cittadino può seguire tutta l’attività amministrativa dell’ente.

Comma 4) Al dec.leg.vo 27 ottobre 2009, n. 150 sono apportate le seguente modificazioni: gli articoli 10 – 13, comma 6, lettere b) e c)- 14, comma 3 e 15 non si applicano ai comuni con popolazione inferiore ai 15000 abitanti.

Motivazione : Dai dati forniti dalla ragioneria generale dello stato per il 2013 è emersa qual è la cifra con la quale si premiamo i risultati o le “performance” dei dipendenti dei comuni italiani : 817 euro lordi (nei comuni sotto i 15000 abitanti, è ancora più ridotta). Come sostiene il Prof. Oliveri : “la montagna della normativa e della tanta teoria sull’incentivazione della produttività partorisce, come si nota, un topolino. Per giungere a distribuire poche centinaia di euro lordi, nei comuni occorre attivare tutto il complesso sistema del ciclo delle performance previsto dalla legge 150/2009 e, prima ancora, dal dec.leg.vo 165/2001: adottare gli atti di programmazione generale come il complesso DUP (documento unico di programmazione ), poi la programmazione esecutiva, col piano esecutivo di gestione, nel quale definire gli obiettivi, definendo i valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori, collegare gli obiettivi con le risorse finanziarie, attivare il monitoraggio dell’attività in corso di esercizio e prevedere eventuali interventi correttivi; misurare e valutare alla fine del ciclo la performance, sia quella organizzativa, sia quella individuale, per poi erogare poche centinaia di euro. A costi organizzativi e procedurali immensi, considerando di coinvolgere gli OIV (organi indipendenti di valutazione o i nuclei di valutazione, dei quali debbono far parte componenti esterni, con spese a carico degli enti. Probabilmente nessun imprenditore privato si assumerebbe gli oneri connessi al complesso sistema di valutazione previsto dalla legge, per poi limitarsi a erogare pochi spiccioli”, con il rischio, aggiungiamo noi, di vedersi contestato tale immenso lavoro dalla Corte dei Conti e dal MEF che sulla materia formulano colate di pareri e interpretazioni capziosi e contradditori.

Comma 5: all’art 1 comma 562 della legge 296 del 27-12-2006 dopo le parole: ivi compreso il personale di cui al comma 558” sono aggiunte le parole: “ad eccezione dei comuni con un numero massimo di dipendenti a tempo pieno non superiore a cinque e/o che rispettino Il rapporto dipendenti/popolazione previsto dal DM24/7/2014

Motivazioni: I piccoli comuni sono gli unici enti che hanno i conti in regola: Il totale della spesa personale rispetto alla spesa corrente dei piccoli Comuni è del 34,65% ben al di sotto del limite massimo del 40% imposto ai Comuni dall’art 76 comma 7 del d.l. 112 del 2008. Il rapporto dipendenti/popolazione è di 1 dipendente ogni 120 abitanti: meno del rapporto minimo previsto dal DM 24 luglio 2014, imposto ai Comuni che hanno dichiarato dissesto.

L’ATTUALE norma in materia di assunzioni, favorisce i comuni che hanno generato esuberi o fra il personale a tempo indeterminato, o fra quello a tempo determinato, o in entrambi i casi.

Comma 6: i termini per l’associazionismo previsti dell’art 16 della legge 148/2011 e s.m.i., in materia di unioni e convenzioni obbligatorie per i piccoli comuni sono sospesi”.

Motivazioni: In un sistema politico istituzionale mutevole ed in continua evoluzione, come quello degli Enti Locali, restano più confacenti per i piccoli Comuni gli strumenti della convenzione o della delega, che consentono l’integrazione fra i Comuni senza mettere in discussione l’identità di ognuno di essi e senza creare ulteriori apparati e burocrazie.

Comma 7. Il fondo di cui all’articolo 3 comma 8 della legge 158 del 6/10/2017 ,per l’anno 2018 viene incrementato di 85 milioni di euro ,da destinare per il 50% prioritariamente ai singoli comuni.

Motivazioni: la norma attualmente vigente di fatto non consente ai piccoli comuni associati in convenzione di accedere ai fondi ,rispetto alle unioni e le fusioni

Comma 8) “per le acquisizioni di beni da parte dei comuni con meno di 5000 abitanti non si attuano le disposizioni di cui all’articolo 12 comma 1 ter del dl D.L. 6-7-2011 n. 98 convertito con modificazioni dalla L. 15 luglio 2011, n. 111 e sm.i e i passaggi di proprietà vengono perfezionati con la procedura di cui all’art 31,commi 21e 22 della legge 448/1998.

Motivazioni: nell’obiettivo del risparmio bisogna favorire l’acquisizione degli immobili senza spese per perizie dell’agenzia del demanio e spese notarili e di trascrizione e registrazioni che spesso si rivelano maggiori rispetto al bene da acquisire. Oggi Le Pubbliche Amministrazioni che intendono acquistare un immobile devono richiedere ai sensi del dl 98/2011 la congruità del prezzo all’Agenzia del Demanio, con costi aggiuntivi, rispetto alla perizie elaborate dagli organi tecnici interni dei comuni e con tempi lunghi di procedura. Sul trasferimento di proprietà si chiede di utilizzare la procedura veloce e poco onerosa avvalendosi delle disposizioni della legge 448/1998 che attribuisce agli enti locali la possibilità di disporre, l’acquisizione previo consenso auto dichiarato da parte dei proprietari, e successivo provvedimento deliberativo consiliare che viene registrato e trascritto a titolo gratuito.

Comma 9) Per la promozione della filiera corta o a chilometro utile l’acquisto dei buoni pasto cartacei di cui all’art 5 comma 1 del DPCM 18 novembre 2005 è realizzato in deroga alle normative sull’obbligo di acquisto tramite consip.

Motivazioni: per promuovere la filiera corta e favorire i negozi locali senza intermediazioni è necessario derogare all’obbligo di acquisto dei buoni pasto dalla consip e favorire convezioni dirette fra aziende pubbliche e private insediate nei comuni e i negozi locali.

Comma 10 “in deroga a quanto stabilito dall’art. 4 del d.m. 31 gennaio 1997, nei comuni con meno di 5000 abitanti che gestiscono il servizio di scuolabus direttamente o in forma associata, la guida dello scuolabus può essere effettuata anche da persona non legata da un rapporto di lavoro subordinato con l’ente in possesso della patente di guida e del certificato di abilitazione professionale, a tal fine non è richiesto il possesso dell’attestato di idoneità professionale di cui al d.lgs. 22 dicembre 2000, n. 395 e al d.m. 28 aprile 2005, n. 161”.

Motivazioni: attualmente in tutti i casi in cui l’autista non è dipendente dell’ente, per la guida del mezzo immatricolato in uso proprio dall’ente, è necessario che lo stesso sia in possesso anche dell’attestato di idoneità professionale previsto d.lgs. 22 dicembre 2000, n. 395 e dal d.m. 28 aprile 2005, n. 161. Questa norma costituisce un grave colpo alla operatività del servizio nei piccoli comuni. Se è vero infatti che nei comuni più grandi può risultare abbastanza agevole sostituire il conducente che va in pensione o che vi può essere un numero di addetti tale da poter consentire la sostituzione immediata di chi è in malattia o in ferie, difficile è risolvere il problema nei comuni più piccoli dove spesso vi è un solo addetto che magari svolge anche più mansioni. Necessita, pertanto, risolvere questo problema che si trascina da anni.

Per i motivi sopraesposti, resta ferma la piena disponibilità dell’ANPCI a favorire tutte le forme associative che razionalizzano e migliorano l’erogazione delle funzioni e dei servizi, ma solo dopo aver definito i costi standard (in fase di ultimazione) in una ottica che privilegi la razionalizzazione della spesa e il miglioramento dei servizi indipendentemente dallo strumento associativo utilizzato.

Franca Biglio

Vito Mario Burgio

 

Segreteria ANPCI

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