ANPCI: NO ALLE FUSIONI.

Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo e che anche quando non ci sei

resta ad aspettarti.  (Cesare Pavese)

NO ALLE FUSIONI

Da Varese a Cremona passando per Modena, una pioggia di no alle fusioni si registra in giro per l’Italia. La maggioranza dei cittadini di Ternate e Varano Borghi ha detto no alla fusione dei due comuni del Varesotto. Nel referendum sulla fusione, a Ternate si sono registrati 367 sì e 818 no, a Varano 444 sì e 647 no. “E’ una vittoria dei cittadini ternatesi e varanesi che hanno scelto la loro indipendenza”, ha detto Giacomo Caielli, consigliere di Varano Borghi e tra i promotori del no al referendum. “A loro va un sentito ringraziamento per aver contribuito tutti insieme a salvare la democrazia locale”.

No alle fusioni anche anche nel Modenese. Il comitato che si oppone al matrimonio tra Montecreto e Lama Mocogno ha sottolineato come tra i due enti non vi sia congruenza territoriale e, soprattutto, non vi sia mai stata condivisione di servizi. Meglio sarebbe, invece, un’alleanza che raggruppi i comuni del comprensorio montano del Cimone, per evitare, scrive in una nota il Comitato del no, “la totale perdita di identità delle generazioni presenti e future”.

Anche in provincia di Cremona si sta portando avanti un progetto di fusione controverso, ossia quello tra il piccolo comune di Fiesco (1.200 abitanti) e la limitrofa città di Castelleone, otto volte più grande. Per salvaguardare l’autonomia di Fiesco è stato istituito un comitato “Fiesco comune” che riunisce i cittadini contrari all’accorpamento. Il comitato ha invitato Franca Biglio, presidente Anpci ed Enrico Vignati, sindaco di Inverno e Monteleone (Pv) a partecipare a un incontro informativo (tenutosi l’11 giugno) per spiegare ai cittadini le ragioni del no alle fusioni che mortificano l’identità e l’autonomia dei piccoli comuni senza portare vantaggi concreti, nemmeno dal punto di vista economico. Meglio, infatti, hanno sottolineato Biglio e Vignati, ricercare fondi e contributi altrove, scegliendo con cura i bandi a cui partecipare e dimostrando di avere un bilancio sano.

NOTIZIA DELL’ULTIMA ORA!

FUSIONE CON CASTELLEONE, FIESCO DICE “NO, quasi il 60% è contrario alla fusione. A Castelleone pochi votanti. Un dato significativo! La fusione per incorporazione con Castelleone non si farà. E’ il risultato del referendum che si è svolto domenica primo luglio nei due comuni dove a Fiesco il no è prevalso con 350 voti contro 235. L’affluenza alle urne a Castelleone è stata del 21,09%, mentre a Fiesco è stata del 63,10%. Nei piccoli comune vince il senso di appartenenza e di comunità!

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