ANAGNI: Precisazioni doverose in merito alla ex discarica Radicina da parte dell’assessore all’Ambiente Vittorio D’Ercole.

In merito all’articolo di stampa a firma di Anna Ammanniti e pubblicato sulla testata “TG24.Info”, l’Amministrazione Comunale ne segnala i contenuti come non veritieri e scorretti, oltre che pregiudizievoli per l’immagine e l’attività dell’ente comunale, dei suoi rappresentanti e dei suoi uffici.
Infatti, si afferma che “il percolato continua a scorrere nel terreno” lasciando intendere che lo stesso sia abbondante e pericoloso quando siamo in presenza di un esiguo rigagnolo di liquame e  senza alcuna prova che i depositi visibili nelle foto allegate all’articolo siano costituiti effettivamente da percolato pericoloso, il quale è così classificato solamente in seguito ad analisi certificate e fino ad ora il liquido è sempre stato classificato come “non pericoloso”.
Il liquido visibile nelle foto, di modestissima entità, si trova nel fosso di guardia all’interno della ex discarica, che svolge proprio la funzione di raccogliere i normali accumuli di liquami che altrimenti si disperderebbero al di fuori del perimetro del sito, sulla strada e nei terreni che la circondano.
Il sistema di drenaggio e di raccolta -unitamente al telo di protezione posto
su tutta l’area (capponi) – a seguito dei lavori, svolge perfettamente la sua funzione e indirizza l’eventuale produzione di liquami direttamente nella vasca di raccolta, la quale viene periodicamente e regolarmente svuotata da imprese incaricate dall’ente, come previsto dal programma di manutenzione dell’area. Quello che non sfugge a chi conosce la materia è che una ex discarica produce fisiologicamente dei liquami (per varie cause) e che pertanto abbisogna di una corretta e sistematica manutenzione, la stessa che i nostri uffici stanno regolarmente eseguendo.
E quindi, proprio le foto pubblicate dimostrano che il sistema di contenimento del percolato funziona ed impedisce che lo stesso si disperda nell’ambiente circostante, esternamente alla discarica.
Assolutamente arbitraria e non suffragata da alcuna prova è, inoltre, la circostanza riferita secondo la quale la cisterna sarebbe stata riempita da una falda sotterranea ed il suo contenuto sarebbe fuoriuscito. in tal caso la falda farebbe traguardare continuamente il
liquido dai canali non consentendo intervalli di manutenzione così lunghi quali sono adesso. La verità è che la produzione dei liquami è un fenomeno ordinario per le discariche dismesse. Vi è poi da ricordare che il percolato rimosso fino ad ora è risultato essere liquido “non pericoloso” come confermato dalle analisi eseguite.
Lo stato dei luoghi descritto nell’articolo, quindi, non corrisponde alla realtà e perfino le foto sono state eseguite in modo tale da fare sembrare colmo il canale di scolo. Come si nota dalla foto allegata, presa solo l’altro ieri dai nostri uffici, il liquido è poco più di un rigagnolo.
Inesatte e fuorvianti sono anche  le affermazioni circa la spesa effettuata dal Comune per la Messa in Sicurezza della ex discarica, che in realtà ha avuto un costo di circa 100.000 euro, mentre la somma di circa 600.000 euro stanziata dalla Regione Lazio comprende l’esecuzione della successiva fase di messa in sicurezza definitiva, cioè i lavori e i monitoraggi di indagine ambientale da effettuare non solo sul sito ma anche  sui suoli limitrofi, nelle acque di falda e nel reticolo idrico circostante.
L’esecuzione del Piano di Caratterizzazione e delle indagini ambientali è necessaria per accertare dove la contaminazione è giunta, a quali livelli (se pericolosi o meno), e per decidere l’esecuzione di ulteriori lavori e se ce ne sarà bisogno per la richiesta di ulteriori fondi fino alla rimozione definitiva e al ripristino dello stato dei luoghi, obiettivo a cui tende l’Amministrazione.
L’amministrazione comunale ha concluso con successo la prima fase di MISE (Messa in Sicurezza di Emergenza) primo e fondamentale passo per il risanamento ambientale, del sito che era indispensabile per impedire ulteriori danni all’ambiente e rischi per la salute dei cittadini.
Ora gli uffici comunali stanno lavorando all’avvio della seconda fase, e cioè la Messa in Sicurezza Definitiva, utilizzando i fondi già concessi dalla Regione Lazio e monitorando costantemente la situazione ambientale della discarica.
Non ci si può esimere dallo stigmatizzare duramente il contenuto dell’articolo, che contiene affermazioni non veritiere, inesatte anzi palesemente false, ed esposte in modo scriteriato, tanto da creare un allarme ingiustificato ed insistente di pericolo di diffusione di inquinamento.
Segnaliamo che diffondere a mezzo stampa una falsa notizia di reato – quale è la contaminazione ambientale – espone chi lo fa ai rigori della legge per l’ipotesi di calunnia.
Così come per l’affermazione che i lavori siano stati inutili e le risorse pubbliche siano andate sprecate.
L’amministrazione comunale si augura che la vostra spettabile testata giornalistica voglia ripristinare la verità pubblicando le nostre precisazioni senza prestarsi a strumentalizzazioni -che sono nemiche della Corretta informazione e della verità – e per non incorrere in possibili strascichi giudiziari.
L’Assessore all’Ambiente
Avv. Vittorio D’Ercole
L’Amministrazione Comunale di Anagni
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