Anagni: consiglio comunale di ieri.

Fernando Fioramonti

Ieri nelle comunicazioni ho detto questo:
Si è discusso molto in seguito alla manifestazione CulturaIdentità e al patrocinio garantito dall’Amministrazione all’evento. Non si sta contestando la possibilità per chicchessia di dire ciò che vuole nella pubblica piazza; il problema è il patrocinio dell’Amministrazione, il problema è la presenza accogliente, ilare e soddisfatta di Lei, Signor Sindaco, e del suo Assessore alla Cultura. Noi non avremmo avuto niente da obiettare se ad organizzare l’evento, così fortemente connotato politicamente, fosse stato uno dei gruppi di cui si compone l’attuale maggioranza consiliare, la quale esprime determinati valori politici, probabilmente vicini alle idee dei relatori di CulturaIdentità. Vi ricordo però che, nello svolgimento delle vostre funzioni amministrative, quelle stesse che vi hanno fatto scegliere di dare un contributo 5000 euro all’associazione che ha organizzato la manifestazione – soldi dell’intera cittadinanza – vi ricordo che voi rappresentate tutti i nostri concittadini e che tutti vanno tutelati e protetti. Sono stati tirati in ballo Aristotele, Kant, Hegel,  Pasolini e chi più ne ha, più ne metta! Io voglio ricordare un pensatore forse poco noto ai più: John Rawls. Dopo aver servito gli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale ed aver assistito – rimanendone per sempre segnato –  al bombardamento su Hiroshima, iniziò una lunga carriera accademica dapprima al M.I.T. e poi ad Harvard. Il suo libro più importante, Una teoria della Giustizia, del 1971 rappresenta una tappa fondamentale di tutto il pensiero politico del Novecento. Infatti, cari Signori, di questo stiamo parlando: non di cosa ci piace, di cosa per noi è giusto – questo ci farebbe cadere nel relativismo tanto denigrato da Fusaro e Meluzzi – ma di cosa è giusto indipendentemente dalle nostre opinioni personali ed anche dalle nostre paure. L’ Assessore Marino ha affermato di approcciarsi all’omosessualità senza pregiudizi. Rawls ci invita a ragionare per assurdo, come in matematica, e ad immaginare cosa faremmo se fossimo proprio noi a dover siglare il Contratto Sociale originario, presupponendo un artificio teorico. Alla firma del contratto, che strutturerà la società umana e le istituzione politiche che ci dovranno tutelare, quando cioè si dovrà decidere cosa sia il bene o cosa sia il male, noi non avremo alcuna idea della nostra futura condizione di vita, cioè non sapremo se saremo uomini o donne, ricchi o poveri, colti o analfabeti, gay, trans, etero, bianchi, neri, musulmani o cattolici.
Inaccettabile che un Sindaco o qualsiasi carica pubblica possa avallare una manifestazione che rispecchia solo una parte della cittadinanza: voi siete i rappresentanti di tutti. Si rischia di non riuscire più a svolgere in modo autonomo, indipendente e super partes il ruolo pubblico di cui si è investiti, offendendo le sensibilità di molti. Se per noi conta unicamente la nostra visione personale di cosa sia il bene, se per noi solo la nostra opinione – su questioni ad esempio  come i diritti civili – risulta essere giusta, si può giungere a violare alcune libertà fondamentali, volendo dare risalto ad un certo modo di intendere la famiglia, ad una certa visione religiosa, ad una certa idea di bene a scapito di tutte le altre. Io, come Consigliere comunale di minoranza e noi, come movimento politico Cittàtrepuntozero, ci batteremo sempre contro questo pericolo. Il principio cardine su cui basare le nostre azioni deve essere la reciproca tolleranza perché – per citare Rawls – a priori “nessuno conosce il suo posto nella società, la sua posizione di classe o il suo status sociale, la parte che il caso gli assegna nella suddivisione delle doti naturali, la sua intelligenza, la sua forza e così via.” Sindaco, Assessori, voi siete chiamati a tutelare tutti, non solo quelli che vi piacciono o che piacciono ai relatori e agli ospiti di CulturaIdentità.
Fernando Fioramonti
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