AMBIENTE. WWF: PIÙ INTERVENTI ‘GREEN’ NELLE CITTÀ A DIFESA SUOLO.

(DIRE) Roma, 25 lug. – I dati ISPRA dimostrano che il dissesto idrogeologico rappresenta una emergenza da affrontare con urgenza. Con il 91% dei comuni in aree a rischio idrogeologico non e’ piu’ rinviabile un’alleanza fra governo, Autorita’ di distretto idrografico e comuni per affrontare una situazione che mette a rischio dove i fenomeni legati al dissesto e ai cambiamenti climatici vengono amplificati dalla cementificazione e dalle edificazione legalizzate. Questa la posizione del WWF in una nota. L’ultimo aggiornamento della mappa del dissesto idrogeologico- si legge- conferma la necessita’ di strategie che superino l’attuale Struttura di Missione ‘Italia Sicura’ presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, restituendo protagonismo e centralita’ al ministero dell’Ambiente. Vanno riviste le priorita’ di pianificazione urbanistica comunale, pianificando le aree libere, rispettando le aree golenali dove le acque possano scorrere e garantendo la resilienza dei sistemi naturali con opere di rinaturalizzazione, in una situazione in cui gli effetti dei cambiamenti climatici sono un elemento quotidiano. Bisogna garantire la naturalita’ dei nostri corsi d’acqua ed e’ necessario pianificare piu’ interventi ‘in verde’ per rendere aumentare la sicurezza delle nostre citta’. Gli studiosi del gruppo di ricerca dell’Universita’ dell’Aquila, che collaborano con il WWF, ci dicono che dal 1950 ad oggi, nella fascia di 150 metri dai corsi d’acqua sono stati trasformati 2000 chilometri quadrati di ambiti fluviali, con un primato di circa 620 chilometri quadrati convertiti ad uso urbano per Toscana, Emilia Romagna e Veneto, seguite con trasformazioni che hanno riguardato 500 chilometri quadrati, da Lombardia e Piemonte. Ma quello che e’ piu’ impressionante- conclude la nota- e’ che gli interventi piu’ pesanti si sono registrati sui corsi d’acqua minori, che sono passati da una conversione urbana del 3,56% nella fascia di 2590 metri dai corsi d’acqua negli anni ’50 al 25,7% di oggi.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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