AMBIENTE. UNA PARTE DELLA SELVA DI PALIANO TORNA AI PRIVATI.

PREOCCUPAZIONE DEGLI AMBIENTALISTI SULLA SORTE DEL POLMONE VERDE (DIRE-DIREGIOVANI) Roma, 15 feb. – Sfuma la possibilita’ di una gestione pubblica dell’intera area dell’ex Parco Uccelli di Paliano. La sorte del polmone verde (430 ettari ca.) di proprieta’ della famiglia Ruffo di Calabria, che trasformo’ l’azienda agricola di famiglia in oasi naturalistica nel 1974, e’ sempre piu’ incerta in seguito all’acquisizione di due lotti da parte di privati. Si tratta di circa 48 ettari che comprendono strutture ristorative nella parte centrale del parco, acquistate con asta giudiziaria lo scorso lunedi’ al Tribunale di Frosinone. La maggior parte dei lotti era stato acquistata nel 2010 dalla Regione Lazio, che ha poi istituito il Monumento Naturale ‘Selva di Paliano e Mola di Piscoli’ con decreto del Presidente della Giunta Regionale del 3 novembre 2011, affidandone la gestione alla Regione Lazio tramite l’Agenzia Regionale Parchi (ARP). 413 ettari di cui nell’aprile del 2012 Bic Lazio e Arp progettano tutela, fruizione pubblica, promozione e valorizzazione attraverso un Master Plan. Sforzi, quelli della Regione, congiunti all’impegno dell’amministrazione comunale di Paliano che ha garantito negli ultimi anni l’apertura di un’area verde molto amata dai cittadini del basso Lazio e non solo.

La notizia ha suscitato la reazione allarmata di alcune associazioni ambientaliste della Valle del Sacco, che lottano da anni per scongiurare le mire espansionistiche degli immobiliaristi e considerano il monumento naturale la speranza di un rilancio ecosostenibile del territorio. Duri gli accenti rivolti dalla Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa) all’indirizzo di Via della Pisana: “La Regione Lazio, che negli ultimi tempi, non pagava l’affitto per quella porzione di area ha lasciato andare in mano ai privati l’ultimo straccio di sogno di un territorio in fin di vita- si legge nel comunicato-. Per l’amministrazione di Paliano e di riflesso anche per quella di Colleferro che tanto stavano puntando sulla riqualificazione dell’ex Parco e’ un duro colpo politico. Questa ennesima occasione persa dimostra l’inadeguatezza o meglio la mancanza di una progettualita’ forte e condivisa per il nostro territorio da parte di istituzioni, reti sociali, economiche e culturali. Ma i reali colpevoli di questa situazione sono altrove e siedono in Giunta Regionale. Al presidente Nicola Zingaretti e al suo Assessore di riferimento Mauro Buschini urliamo in coro: VERGOGNA!!! Agli ignavi non risparmiamo di certo il nostro disappunto, anche perche’ nell’ultimo bilancio regionale sono stati stanziati per il light revamping degli inceneritori una somma dieci volte maggiore dei soldi che servivano per l’acquisto dell’area in questione. Al contempo e’ stata prevista una sopraelevazione della discarica limitrofa alla Selva (Colle Fagiolara, ndr), che si dovrebbe chiudere nel 2019, ma che in questi due anni potrebbe fungere da sversatoio della monnezza romana, l’unico interesse della Regione Lazio nei nostri confronti”. “Non vogliamo entrare nel merito di cio’ che gli acquirenti potranno o vorranno fare (dovranno comunque rispettare il Master Plan)- conclude il comunicato- ma questo e’ un colpo a tradimento, un colpo che puo’ essere definito come una dichiarazione di guerra alla quale sara’ necessario rispondere con tutte le risorse disponibili ed il contributo di una ampia coalizione sociale e territoriale”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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