AMBIENTE. LEGAMBIENTE: LEGGE ECOREATI DETERRENTE IMPORTANTE.

CIAFANI: “STA FUNZIONANDO NON SOLO LA PARTE REPRESSIVA”.
(DIRE) Firenze, 22 nov. – “In questi tre anni e mezzo ci sono state diverse indagini che hanno usato la legge sugli ecoreati.
Sono finite nelle maglie della giustizia sia soggetti ecomafiosi, sia ecocriminali e anche gli inquinatori seriali. La legge sta funzionando dal punto di vista repressivo. Dall’altra parte ha innescato un fattore deterrente importante”. Lo spiega alla ‘Dire’ il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, parlando a margine del corso di formazione ‘Imprese, ambiente e legalita”, che si sta svolgendo nella sede di Confindustria Firenze. L’evento, organizzato da Cobat e Legambiente, e’ dedicato all’approfondimento della legge 68/2015, la disciplina sugli ecoreati. “Da tre anni e mezzo chi non rispetta le norme rischia veramente”, rileva. L’effetto a cascata e’ che le aziende aumentano il livello di conformazione alla legge e questo ha un riverbero positivo anche dal punto di vista economico: “Abbiamo notizie di aziende che fanno manutenzione agli impianti, di aziende che si occupano di realizzare dispositivi per ridurre l’impatto ambientale che da tre anni e mezzo a questa parte lavorano a pieno regime”, perche’ vengono chiamate da quelle imprese che hanno bisogno di sistemare i loro impianti produttivi. “Ovviamente- sostiene-, adesso che si rischia di piu’ investono sull’impiantistica per ridurre l’impatto ambientale delle loro attivita'”.

Il presidente di Legambiente rivendica con orgoglio come la legge 68 sia il frutto anche di un impegno ultraventennale dell’associazione: “Abbiamo lavorato su questa normativa per 21 anni- prosegue Ciafani-. Abbiamo chiesto dal 1994 al Parlamento di approvare una legge per inserire i delitti ambientali nel codice penale. È stato un viaggio lunghissimo, infinito, una generazione e’ passata”. Il risultato e’ stato portato a casa nella scorsa legislatura. “È una normativa molto importante. Segna il passo rispetto alla tutela dell’ambiente, della salute e alla tutela delle imprese sane, oneste”. Perche’, tiene a precisare, “come abbiamo sempre detto questa legge doveva combattere non solo l’illegalita’ ambientale, che minava la salute delle persone, ma doveva contrapporsi alla concorrenza sleale che le imprese disoneste facevano quotidianamente alle imprese che rispettavano la legge”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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