AMBIENTE. LATINA, ONA: AMIANTO E NUCLEARE COCKTAIL ESPLOSIVO, 600 DECESSI DAL 2000.

PRESENTATO LO SPORTELLO DEL CITTADINO AL VIA L’1 GIUGNO A CISTERNA (DIRE) Roma, 22 mag. – “Ancora a fine 2017 il volume dei rifiuti radioattivi” presenti nella centrale elettronucleare di Latina, situata nella frazione di Borgo Sabotino, “era pari a 1.739 m3, dei quali 887 definiti ad ‘attivita’ molto bassa’, 821 a ‘bassa attivita” e 31 a ‘media attivita””. Per quanto riguarda il rischio amianto sono stati censiti, per la provincia di Latina, “circa 150 casi di mesotelioma, con un trend in netto aumento, rispetto ai circa 100 casi censiti dal Dipartimento di Prevenzione per il periodo dal 2000 fino all’anno 2014”. Un territorio quello di Latina e provincia, “accerchiato da due delle quattro centrali nucleari realizzate in Italia e da discariche, abusive e non, siti dismessi di ogni tipo”, dove si e’ registrato “un preoccupante fenomeno epidemico con una alta incidenza di patologie asbesto correlate e di altre patologie, ivi comprese quelle tumorali con 600 decessi dal 2000 al 2018, una media di 30 all’anno”. È quanto segnalato dall’Osservatorio nazionale sull’amianto (Ona) alla conferenza ‘Tutela dell’Ambiente: gli Stati Generali’ organizzata a Latina per sensibilizzazare il territorio sul tema amianto, nucleare e rifiuti. Presentato, nel corso dell’iniziativa, lo sportello del cittadino per la tutela dal rischio amianto e da tutti gli altri cancerogeni, al via dal 1 giugno a Cisterna di Latina.

Le citta’ piu’ colpite dai casi di mesotelioma, secondo quanto rilevato dal presidente dell’associazione e membro della commissione amianto nominata dal ministero dell’Ambiente, Ezio Bonanni,fino a tutto il 2018, sono: Latina, con 30 casi; Gaeta, con 25 casi; Aprilia, con 20 casi; Sezze, con 10 casi; Formia, con 15 casi. Il mesotelioma e’ solo la punta dell’iceberg- ha spiegato Bonanni- perche’ l’amianto provoca tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio, per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari”. Per la centrale elettronucleare “si prevede la conclusione della prima fase del decommissioning nel 2027, con lo smantellamento delle infrastrutture e l’abbassamento dell’edificio reattore dagli attuali 50 metri a 30- ha aggiunto il presidente di Ona- Dopo di che i rifiuti radioattivi, gia’ condizionati e stoccati nei depositi temporanei del sito, dovranno essere trasferiti al deposito nazionale. La seconda ed ultima fase, sara’ costituita dallo smantellamento del reattore nucleare, che produrra’ circa 2mila tonnellate di rifiuti radioattivi a media attivita’ (grafite). All’inizio del 2018, il volume dei rifiuti radioattivi, classificati in accordo con il decreto del 7 agosto 2015, presenti nel sito di Latina e’ di 1.739 m3. Il volume puo’ variare di anno in anno col progredire delle attivita’ di mantenimento in sicurezza e di decommissioning e delle modalita’ di condizionamento dei rifiuti pregressi”. L’Ona, che fin dalla sua costituzione nel 2008 ha denunciato i pericoli legati all’esposizione dei cittadini di Latina e provincia ad agenti cancerogeni e tossico-nocivi, chiede di dare corso “alla totale bonifica e definitiva messa in sicurezza di tutti i siti industriali dismessi, al fine di evitare rischi di contaminazione per presenza di amianto ed altri agenti cancerogeni”.

L’attivita’ dello sportello di tutela legale, in funzione dal 1 giugno, sara’ affiancata dall’ambulatorio medico, guidato dal dottor Arturo Cianciosi in collaborazione con il professor Luciano Mutti, oncologo specializzato nella ricerca di nuove terapie per i cancri da amianto, tra cui il mesotelioma. Sulla problematica, secondo Bonanni, “non occorrono nuove leggi. Piuttosto la loro applicazione che presuppone una nuova cultura che si fondi sulla presa d’atto dell’emergenza ambientale. Gli stati debbono collaborare tra di loro dopo aver preso coscienza della centralita’ dell’ambiente. La scarsa consapevolezza, la corruzione, la tutela del profitto ad ogni costo sono le ragioni della scarsa applicazione delle norme in tutela dell’ambiente”. Oltre a Bonanni sono intervenuti alla conferenza esponenti e rappresentanti di tutti gli schieramenti politici, tra cui gli europarlamentari M5S Laura Agea e Dario Tamburrano; il vicepresidente del Parlamento Europeo, Fabio Massimo Castaldo, che ha sottolineato che “per il Movimento 5 Stelle e’ fondamentale che il principio di precauzione venga applicato senza se e senza ma, e che tutte le informazioni importanti per l’ambiente e la salute dei cittadini diventino pubbliche”; e Cinzia Pellegrino, coordinatore nazionale Dipartimento Tutela Vittime di Fratelli d’Italia. Presenti anche: Giuseppe Punzi, presidente di Amil (Associazione Mutilati Invalidi del Lavoro); Angelo Tripodi, capogruppo Lega in Consiglio Regionale del Lazio; Matteo Adinolfi, coordinatore provinciale della Lega; Matteo Coluzzi, consigliere del Comune di Latina; Salvatore La Penna, consigliere regionale del Lazio (Partito Democratico); Lorenza Fiumi, ricercatore Cnr; Giorgio Libralato, tecnico in materia di sicurezza.

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