AMBIENTE. GALLETTI: NO POPULISMI, BENE RIFORMISTI E MODERATI INSIEME.

“Il grido d’allarme di Walter Veltroni e Francesco Rutelli che ha aperto il dibattito su Repubblica tocca profondamente tutti noi: da cittadini e genitori, prima ancora che da politici. Non riguarda certamente solo il Pd, ma coglie in pieno una responsabilita’ storica comune alla quale non ci si puo’ sottrarre: per decenni la politica ha dimenticato completamente l’ambiente”. Cosi’ il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti in una lettera a Repubblica, intitolata “Le alleanze del futuro per la tutela dell’Ambiente”. “Lo ha considerato- aggiunge Galletti- un argomento di Serie B in primis il centro politico che rappresento, cosi’ come ancora prima fece la Democrazia Cristiana. Lo ha dimenticato la sinistra, che ha preferito appaltare il tema a un protagonismo di gruppi organizzati schierati per il ‘no’ a prescindere, piegandolo a piccoli interessi che hanno fermato lo sviluppo e marginalizzato anche le giuste cause. Non parliamo nemmeno della destra, ancora oggi piu’ incline a fare strumentali liste per la difesa di cani e gatti che a proporre una seria strategia ambientale”.

Il ministro dell’Ambiente in una lettera a Repubblica spiega che “e’ un fatto che oggi la politica, su questo terreno, si giochi la partita piu’ delicata per il suo futuro: sul tema dell’Ambiente si possono comporre alleanze e coalizioni attorno a cui delineare una nuova Italia dello sviluppo. L’area di centro a vocazione europeista che rappresento nel governo oggi sente la responsabilita’ di costruire questa piattaforma, dopo aver contribuito in questi anni con l’area riformista di centrosinistra a stimolare e accompagnare con provvedimenti concreti l’evoluzione in senso ambientale della nostra societa’. L’ambiente merita serieta’ di governo, non puo’ essere lasciato in bali’a dei populismi e delle astuzie elettorali. Perche’ e’ quanto di piu’ prezioso abbiamo per noi e le future generazioni. Ed e’ il luogo politico in cui cercare una risposta alle piu’ complesse questioni sociali del nostro tempo”. Galletti aggiunge: “Sono ministro, cittadino ma prima di tutto padre di quattro figli. E sono preoccupato per il Pianeta che lascero’ loro. Perche’ gli squilibri climatici generano nuove poverta’, mettono a rischio persone e luoghi, mandano sott’acqua isole e cancellano coste, determinano quell’immigrazione che spesso dipende dalla mancanza di condizioni di vita accettabili nelle terre di appartenenza. Gli studi ci dicono che, se non interverremo in tempo per frenare il surriscaldamento globale, saranno 250 milioni i cosiddetti migranti ambientali destinati a lasciare le aree piu’ povere e desertificate del globo per arrivare in quelle con condizioni migliori: numeri spaventosi, che non possono essere nemmeno paragonati a quelli degli sbarchi di oggi, per i quali gia’ in molti parlano di invasione”.

In una lettera a Repubblica il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti aggiunge: “Il mondo cattolico, quello di cui faccio parte orgogliosamente, ha saputo invertire la rotta e ha trovato una nuova missione ecologica grazie alla spinta morale di Papa Francesco, che con la sua “Laudato Si'” ha schierato la Chiesa e l’universo cristiano per un’ecologia “integrale”: sociale, economica, ambientale. Con l’Italia del Presidente Renzi alla guida delle istituzioni europee, sotto l’impulso fortissimo delle Nazioni Unite, si e’ raggiunto l’accordo storico della Cop21 di Parigi. In questi quattro anni una maggioranza nata da un senso di responsabilita’ comune, in condizioni politiche complesse, ha saputo fare molto: gli ecoreati nel codice penale, vera conquista di civilta’ giuridica, ma anche la lotta al dissesto idrogeologico, le politiche di efficienza energetica e mobilita’ sostenibile, l’impegno senza riserve sulle grandi questioni connesse alla salute pubblica che affliggono le comunita’. L’area riformista e quella moderata hanno lavorato bene insieme, trovando su questo tema valori comuni e ottime ragioni per stare insieme”. Galletti conclude: “L’Ambiente deve essere confronto, ma coesione dove necessario. Penso a Livorno, alle disgrazie su cui ogni volta nelle difficolta’ non si cerca l’unione, ma il colore politico delle colpe. Ci sono argomenti che non possono conoscere bandiera. Matteo Renzi da queste colonne ha invitato ad evitare generalizzazioni. E’ un rischio serio da scongiurare se non vogliamo che l’ambiente sia mortificato come argomento di “tifo”, di neo-populismi, di localismi da sindrome “nimby”. I cittadini sapranno giudicare la politica anche su questo. Con una sensibilita’ nuova, lontana da un passato di indifferenza ambientale che ha determinato tragici errori”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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