AMBIENTE E RIPARTENZA SOSTENIBILE ALLA SUMMER SCHOOL DELLA DiRE. Ospite Alessandro Botti, presidente dell’associazione Ambiente Mare Italia.

ROMA – La pandemia ci ha mostrato ancora una volta che il nostro modello di sviluppo, oltre a deteriore l’ambiente e le risorse naturali, sta minacciando la nostra stessa sopravvivenza sul pianeta. La rapida diffusione del virus ha imposto una battuta d’arresto a questo modello autodistruttivo. Ora che stiamo ripartendo è quindi indispensabile chiedersi: come ripensare il nostro rapporto con l’ambiente? È la domanda che ha animato l’ultima giornata di ‘Scriviamo il futuro’, la Summer School dell’agenzia Dire e diregiovani.it.
‘Ambiente – Ripartire in modo più sostenibile’ è il titolo della diretta che questa mattina è stata seguita dagli oltre 100 studenti e studentesse che stanno partecipando al corso per conoscere da vicino il mondo dell’informazione ed acquisire gli strumenti necessari per analizzare e raccontare la società attuale. Ospite dell’incontro Alessandro Botti, presidente dell’associazione Ambiente Mare Italia (AMI), che promuove la sensibilizzazione e l’attivismo ambientale e che, con la collaborazione dell’agenzia Dire, ha portato queste tematiche in molte scuole di Roma all’inizio dell’anno scolastico.
“La pandemia ci ha fatto capire che non siamo padroni dell’ambiente, ma suoi ospiti – ha detto Botti all’inizio della diretta – e ci ha mostrato ancora una volta che se l’uomo si pone come padrone della natura, questo è il risultato disastroso che produce”.
Moltissime le domande poste dai ragazzi e dalle ragazze nel corso della diretta, a dimostrazione del forte interesse suscitato dalle tematiche ambientali nelle giovani generazioni. Dai mezzi di trasporto meno inquinanti ai regimi alimentari alternativi, dagli allevamenti intensivi alla riprogettazione delle città, dalle buone pratiche individuali da adottare alle rivendicazioni politiche globali, sono stati tantissimi i temi sollevati dalle loro domande, sempre approfondite e pertinenti.
“Se noi uomini continuiamo a porci rispetto all’ambiente con atteggiamento di dominio e di utilizzo, ne paghiamo le conseguenze per primi – ha detto Botti senza mezzi termini – e la natura, la Terra, ci farà fuori. Quindi l’insegnamento che ci ha trasmesso questa pandemia è che, ragazzi, avete ragione voi, dobbiamo guardare al futuro con più lungimiranza e rispetto delle generazioni future. Se continuiamo con questo modello scellerato non c’è speranza per l’uomo, ed è la Terra stessa che ce lo sta dicendo. Aviaria, mucca pazza, sars, hiv, ebola e ora covid, quali altri messaggi ci deve mandare il nostro pianeta? Ora che stiamo ripartendo, è indispensabile cambiare rotta, ripartire da un’economia verde, dimostrare che abbiamo imparato la lezione, prima che sia troppo tardi”.
Agenzia DiRE  www.dire.it
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